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5spunti5 sulla finale: Gara 3

Una discreta amarezza. Per tanti motivi. Questa gara 3 poteva dare alla Mens Sana la tranquillità necessaria per lanciarsi verso Forlì, invece domani dovrà essere nuovamente nel forno cecinese a giocarsi una partita cruciale per il suo futuro. Una partita di cui avremmo fatto volentieri a meno.

1) Una sconfitta meritata

Eh si
Eh si

Togliamoci subito il dente: si, il piede era sulla linea. Si, il canestro non era valido. La Mens Sana ha perso la partita per questo? Si, ma ha fatto di tutto per trovarsi in questa situazione. L’attenuante del caldo, dell’umido e della fatica regge fino a un certo punto perchè vale per entrambe le squadre. La realtà è che la Gecom non è riuscita a vincere una gara che aveva già abbondantemente incanalato dalla sua parte, una gara a cui mancava soltanto un’altra spallata per girare definitivamente. Invece sul campo si sono susseguite una serie di scelte agghiaccianti (su due piedi mi viene in mente l’inutilissimo antisportivo che Sergio si è fatto fischiare), scelte che hanno permesso a Cecina di ritrovarsi con la palla della vittoria in mano. Chi è causa del suo mal… Recriminare sulle scelte arbitrali farebbe più danno che altro, c’è semmai da riflettere su cosa non ha funzionato nell’ultimo quarto.

P.S. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: Caroti (classe 1997 ricordiamocelo) ha segnato una roba pazzesca, piede sulla linea o meno.

2) Una partita orripilante

Oggettivamente quello che si è visto in campo per larghi tratti non si può definire proprio proprio basket. Cecina ha fatto l’unica cosa che poteva fare (e che ha capito di dover fare dopo gara 1): buttarla totalmente sulla fisicità, lanciare provocazioni per vedere di raccogliere reazioni (Ranuzzi e Sergio gli unici due che hanno perso la testa) e in generale puntare a far giocare male la Mens Sana più che a giocare bene loro stessi. Con queste premesse i giocatori che si esprimono più di ‘talento’ che di fisico come Parente e Vico sono scomparsi dal campo: 3/17 combinato dal campo per i due esterni, che non sono mai entrati in partita. Era Quindi necessario giocare d’esperienza, avere sangue freddo, anche perchè la pressione era sulle spalle di Cecina. Invece le scelte affrettate e la frenesia di fare bene hanno condotto i biancoverdi a errori su errori. E questi errori sono stati pagati amaramente.

3) #OndoUnchained

Don't mess with Ondo
Don’t mess with Ondo
Il terzo fallo di Ranuzzi poteva costare carissimo alla Mens Sana. Ondo Mengue però si è fatto trovare più che pronto a raccoglierne il testimone su entrambi i lati del campo. Non è una sorpresa perchè Bruno ha dimostrato in stagione di poter regalare alla Gecom minuti di qualità quando è in campo. Probabilmente uno dei suoi più grandi limiti è proprio la fiducia in sé stesso, che spesso latita e a cui si possono ascrivere ognuno dei tre palloni persi che ha a referto. I suoi sono stati minuti fondamentali senza i quali probabilmente la Mens Sana avrebbe attraversato difficoltà anche maggiori. In tanti lo hanno reclamato in campo negli ultimi minuti viste le buone cose fatte vedere; il mio umile pensiero è che Ranuzzi doveva giocoforza rientrare (e infatti ha segnato la tripla della parità) ed erano necessari due trattatori di palla per superare la pressione a tutto campo di Cecina (che già lo aveva messo in difficoltà). Sono scelte. Difficili, discutibili e su cui possiamo dibattere all’infinito (anche perchè quando è uscito la Mens Sana era sul +9). La controprova purtroppo non possiamo averla.

4) Provocazioni

Un po’ c’era da aspettarselo, anche perchè Piombino aveva usato la stessa tattica con buoni riscontri. Senza dubbio però le sceneggiate, i contatti al limite anche lontano dalla palla e affini stanno esasperando gli animi. I biancoverdi sono stati intelligenti nel non caderci, ma è anche vero che le uniche due volte che lo hanno fatto sono state due svolte nella partita a favore di Cecina: ovvero gli antisportivi fischiati a Ranuzzi (terzo fallo e costretto a uscire) e Biagio Sergio (nel momento migliore della Mens Sana). Sarebbe facile dire “non bisogna cadere nelle provocazioni”, o “calma e gesso” perchè alla fine in campo noi non ci andiamo e quello che vediamo è solo una minima parte di quello che devono passare per due ore i giocatori. Però è indispensabile disarmare Cecina da questo punto di vista, lasciare che siano loro stessi a finire vittime delle proprie provocazioni.

5) ‘Sti rimbalzi

È la seconda partita consecutiva in cui Cecina vince la lotta a rimbalzo (40-30), facendo la differenza soprattutto sotto il canestro della Mens Sana. I giocatori di Campanella sembrano arrivare per primi su tutti i palloni vaganti, specialmente sui rimbalzi lunghi che dovrebbero essere controllati dagli esterni, sono regali di cui una squadra come Cecina non ha assolutamente bisogno. Tappare questa falla è una delle priorità in vista di gara 4. Il problema è che con più fatica nelle gambe e più stanchezza sarà ancora più difficile.
Alla prossima.
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