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Calcio e radio, un connubio per cuori forti

Allora, ascoltare la partita alla radio non è fattibile. Lo posso garantire.

Dopo aver ascoltato la partita tra la Robur e il Flaminia ho constatato che non sono in grado di seguire una partita alla radio. Se già allo stadio si vive in modo intenso la partita magari patendo e in constante tensione, fino a che la tua squadra non ha almeno tre goal di scarto e mancano solo venti minuti alla fine, alla radio tutto ciò si quadruplica e si trasforma in autentica paura. Non puoi controllare se tutti sono al loro posto, il portiere è tra i pali, lo stopper marca il centravanti e i nostri attaccanti non sono in fuorigioco. Se poi il radiocronista non ci sa fare è il dramma. Magari inizia a darti notizie su quello o questo giocatore, invece di raccontare, in modo preciso come si svolge l’azione. Poi tutto a un tratto se ne viene fuori con “attenzione tiro, fuori” oppure “attenzione velocissimo contropiede degli avversari” e chi ascolta se non gli prende un coccolone poco ci manca. Tutto questo omettendo nomi e numeri di giocatori. In pratica quello che ti immagini è un gruppo di 22 persone i quali corrono a caso in campo e ogni tanto toccano il pallone. La sensazione è quella di quando uno si trova in un banco di nebbia vede delle ombre ma non sa cosa gli accade intorno, ed è veramente brutta. Certo se non ci sono altri mezzi per seguire la nostra squadra del cuore, faremo questo sforzo ma non è una cosa che si può fare troppo spesso.

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Allora una volta deciso di ascoltare la partita alla radio, ci mettiamo seduti comodi. Da notare che all’inizio ci sono sempre le migliori intenzioni del tipo oggi si ascolta tranquilli la radio e ci si rilassa. Niente di più sbagliato. Dopo appena 10- 15 minuti al massimo uno comincia a mangiarsi le unghie, bofonchiare contro l’arbitro, i giocatori, l’allenatore, gli avversari. Questo comportamento durerà fino alla fine della partita. Ad ogni azione l’ascoltatore si alzerà di scatto avvicinandosi alla radio come per sentire meglio, e al termine si rimetterà seduto solo per rialzarsi pochi minuti dopo.  Se la partita termina con un pareggio il tifoso rimarrà interdetto non capendo bene se è stata solo fortuna oppure sono stati buttati punti decisivi. Una sconfitta getterà l’ascoltatore nella disperazione più totale, l’incavolatura durerà almeno un paio di giorni, inoltre cominceranno i sensi di colpa sulla mancata presenza al seguito della squadra come motivo della sconfitta. Una vittoria da un lato renderà il tifoso, che difficilmente sa come ha giocato la sua squadra realmente,  super ottimista ma anche un po’ dispiaciuto perché non  è potuto andare in trasferta.

Quindi a conti fatti la radio è una bella cosa, ma senza le immagini il calcio perde metà della sua bellezza e alla fine non si riesce a godersi la partita come dal vivo.

Alla prossima.

 

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3 comments

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