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E ora tirate giù gli stendardi

A chiunque chiederete vi risponderà che era caldo. È la prima cosa che viene in mente ripensando a quella serata. Il PalaTiziano. La tensione. L’umido. Calvani che esplode. Luca Banchi in lacrime in conferenza stampa.

Ecco, tutto questo non è mai successo. Un’allucinazione collettiva la potremo chiamare, a volte il caldo lo fa. Non è mai successo perché così ha deciso la procura federale, come non c’è mai stato l’abbraccio tra Stonerook e Pianigiani a bordo campo dopo l’ultimo scudetto vinto assieme. Anche quel giorno doveva essere caldo, un’altra allucinazione.

Stato morboso in cui ciò che è pura immaginazione viene percepito come realtà”, questa è la definizione che di solito viene data al termine allucinazione. E in effetti c’era molto di immaginifico nella storia della piccola provincia alla conquista dell’Italia e dell’Europa, l’esempio societario senza macchia e senza paura tutto costruito sulla serietà professionale. C’era anche altro dietro. Lo sappiamo adesso. Una parte di noi l’ha sempre saputo. Fa comunque rabbia, perché non si può andare dalle persone a reclamare indietro emozioni che hanno vissuto sulla propria pelle, lasciandogli solo l’amarezza di un sentimento inquinato.

Non è mai successo
Non è mai successo

Forse è tutto meritato, forse un po’ ce la siamo cercata. Ce la siamo cercata quando abbiamo sistematicamente chiuso gli occhi davanti a un sistema che stava soffocando la nostra città. Ce la siamo cercata quando per guardare al nostro piccolo orticello felice non abbiamo visto la tempesta che avevamo alle spalle. Ce la siamo cercata quando abbiamo rinunciato anche a quell’ultimo briciolo di orgoglio che ci rimaneva, lasciando che la nostra città fosse sistematicamente sciacallata da media, mezzi di informazione e affini, tutti a caccia della perfetta metafora sul mondo ideale che cadeva a pezzi. Perché sorprendersi se nessuno riesce a difendere in un tribunale la Mens Sana quando nessuno è stato in grado di difendere Siena negli ultimi cinque anni? Dov’è la novità?

Siamo tutti campioni nello scaricarci di dosso le colpe. “Non sapevo…”, “Eh ma se avessero rubato meno…”, “Si però quanto ho goduto in quegli anni…”. Sono gli stessi schemi mentali che hanno permesso a certa gente di cavalcare per anni, decenni, un’onda fatta di potere, soldi, politica. La mentalità del “mi giro dall’altra parte finché mi lasciate contento, poi fate voi” ha fatto più danni della grandine nel passato remoto, nel passato recente e di questo passo continuerà a farlo ancora a lungo. È lo stesso motivo per cui la Mens Sana ha rischiato il fallimento una seconda volta e comunque pare non esserci bastata. Non passerà mai, almeno fino a quando non avremo il coraggio di ribaltarla questa città; scuoterla dalle fondamenta fino a buttare fuori tutto quello che continua a incancrenirla, a cominciare da una politica che tuttora vuole entrare in ogni singolo centro di potere, per poter mettere bocca. Credevamo di dover toccare il fondo per risalire, e ci ritroviamo a scavare.

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Non è mai successo

Mi dite che volete revocarli quei due scudetti, io vi dico che sono disposto a barattarli. Sono disposto a barattarli per un minimo d’integrità morale, per vedere com’è fatta, almeno una volta. Li cedo volentieri in cambio di un po’ di sana, vera, autentica autocritica di questa città. Non di quella che si nasconde dietro alle colpe degli altri, ma quell’autocritica che vuole guardarsi allo specchio fino a quando vedi cose che non ti piacciono e trovi la forza di affrontarle. Li cedo volentieri per un movimento del basket autenticamente più sano, in cui certi personaggi che per anni hanno fatto finita di non vedere nulla di ciò che era palese spariscano una volta per tutte. In cui per la prima volta dopo tanti anni vinca il più forte, non il più furbo.

Se in cambio mi date tutto questo io lo accetto, tirateli giù quegli stendardi.

Altrimenti no, è solo ipocrisia. E io altra ipocrisia non la reggo più.

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2 comments

  1. Rudi says:

    Durissimo intervento, ma sul quale rifletto, io che vedo da lontano. Vai oltre ciò ch è ovvio, e mi piace. Genera domande: chi sono gli ipocriti che dovrebbero uscire fuori a seguito del ribaltamento della società? Chi poteva davvero difendere Siena in questi anni e non lo ha fatto? Ma è veramente giusto tirare giù quegli stendardi? Non era caldo nella mia mansarda, allucinazioni io non ne avevo mentre seguivo gara 7 contro Mi e gara 7 contro Va.

    • marco says:

      Anche io nel giugno 2013 pensavo si trattasse di un’allucinazione mentre stavo ascoltando la conferenza stampa di Petrucci nella quale spiegava che si trattava di un errore di imput “cit” la trasformazione della squalifica di Bobby Brown e Daniel Hackett in deplorazione e rispondeva (o meglio non rispondeva) a un giornalista che chiedeva spiegazioni “ma tu sei di Varese”

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