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Tre indizi

120 minuti giocati nella stagione della Mens Sana.

Pochi per avere un’idea chiara e definita di cosa ci aspetta in questo campionato, abbastanza però per poter intravedere quali sono i punti di forza e quelli su cui lavorare. Tre partite o indizi che non fanno ancora una prova ma che ci hanno consegnato alcuni spunti di riflessione:

  • Roberts sta recuperando fisicamente, ma già ora pare fuori categoria. Resta il dubbio su quanto riuscirà a essere costante nell’arco della stagione.
  • Diliegro ha mani e movimenti che pochi pivot in questa categoria possono sfoggiare, la mobilità post infortunio però lo limita molto, soprattutto in difesa.
  • Borsato è essenziale per le tante piccole cose che fa nella partita, oltre a segnare quei tiri spesso fondamentali.
  • Bryant deve capire qual è il giusto equilibrio tra il guidare l’attacco e sfondare un muro difensivo a craniate.
  • Tra i giovani nel roster Cucci è quello che si è fatto trovare più pronto, vuoi per i problemi di Diliegro, vuoi perché difensivamente è un fattore.

Sono pochi spunti raccolti alla rinfusa, a cui si potrebbero aggiungere molti altri, e che possono essere messi in discussione già dalla prossima partita, dato il campione ridotto di gare su cui si basano. Soprattutto sono aspetti che andranno messi alla prova quando arriveranno quelle inevitabili difficoltà che durante una stagione si presentano sempre.

L’ATTACCO

Entrando più nel dettaglio possiamo dire che in questo primo scorcio di stagione la Mens Sana ha fatto vedere lampi di ottimo basket in attacco. Esempi di buona circolazione di palla, di solito in corrispondenza di momenti in cui erano presenti in campo molti elementi della panchina; non perché la presenza degli americani o il quintetto di partenza impediscano un corretto movimento del pallone, ma perché in assenza dei suddetti è ancora più importante ridurre al minimo i palleggi affinché si creino dei vantaggi da sfruttare.

Il concetto dell'importanza di Borsato di cui sopra
Il concetto dell’importanza di Borsato di cui sopra

In questo caso per esempio con un semplice blocco i biancoverdi sono riusciti a liberare spazio per la tripla di Borsato, complice anche una disattenzione del difensore che si aspettava il taglio.

Passaggi, non palleggi. Passaggi, non palleggi.
Passaggi, non palleggi. Passaggi, non palleggi.

Ancora nella partita contro Scafati e ancora con in campo il trio Borsato-Cacace-Bucarelli abbiamo visto probabilmente una delle migliori azioni offensive di queste tre partite. Tre palleggi e sei passaggi tra Cacace, Diliegro e Bucarelli hanno formato un triangolo quasi perfetto, il tutto per liberare il tiro da tre di quest’ultimo, costruito con metri di spazio.

Qualche esempio di buoni attacchi costruiti con pazienza e facendo girare la palla, ribaltando il lato e sfruttando i vantaggi che venivano costruiti. Fondamenta su cui provare a costruire qualcosa di solido, soprattutto quando verranno messe a dura prova da difese che si adegueranno sempre di più alle caratteristiche dei biancoverdi.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Se poi voltiamo lo sguardo dall’altra parte del campo vediamo altre buone notizie: attualmente la Mens Sana è la sesta difesa del suo girone con 71.3 punti subiti di media a riprova di quello che diceva Ramagli in pre-stagione, ovvero che questa è una squadra che dovrà fare la differenza nella propria metà campo. Certo che la condizione fisica ancora non eccellente di alcuni giocatori non permette di poter difendere al meglio in ogni circostanza. Per esempio in queste prime partite abbiamo visto come la transizione difensiva possa essere un problema. Un problema che per esempio non emerge contro squadre come Casale che giocano a ritmi non elevati e che corrono poco, ma che contro Scafati è emerso di frequente.

Ouch
Ouch

Qui sopra vediamo una situazione di transizione di Scafati che parte da rimbalzo difensivo, cioè quando dovrebbe essere più controllabile rispetto a una palla persa. Eppure con un semplice blocco e cambiando lato al pallone la Givova è riuscita a costruire un tiro da tre pulito e piedi per terra.

Correre: bene. Correre senza riflettere: meno bene.
Correre: bene. Correre senza riflettere: meno bene.

In questo caso invece la Mens Sana era riuscita a scatenare un contropiede avversario da una propria transizione offensiva. Dopo aver preso un tiro fuori equilibrio e con l’uomo in faccia infatti Roberts si attarda sulla linea di fondo, mentre il suo marcatore sprinta in attacco, causando un 2vs2 che si trasforma in un 1vs0 quando passa alle spalle di Bryant. Inutile dire che contro squadre che corrono così tanto e così bene è essenziale che ciascun giocatore recuperi la posizione difensiva il più velocemente possibile.

Mayo nella sua miglior interpretazione di "Prova a prendermi"
Mayo nella sua miglior interpretazione di “Prova a prendermi”

Qui sopra invece quello che sembrava un tranquillo rientro difensivo si trasforma improvvisamente in una situazione d’emergenza grazie a un’accelerazione di Mayo. Il risultato finale è un fallo e canestro provocato ancora una volta da una disattenzione del singolo, in questo caso Bryant non solo non riesce a contenere la penetrazione di Mayo (non facilissimo a onor del vero), ma ancor più grave rimane fermo a guardare sotto canestro dopo che Mayo ha passato la palla. Il recupero successivo è troppo tardivo per poter essere efficace, nel frattempo Udom era uscito in marcatura su Mayo liberando il suo uomo sotto canestro e creando un altro vantaggio per Scafati. Sono tutte piccole situazioni che nel computo finale della partita hanno avuto un peso specifico importante, soprattutto perché provengono da errori evitabili e di superficialità. È anche vero però che la transizione difensiva è uno degli aspetti più complicati da allenare, visto che si tratta quasi sempre di una situazione d’emergenza in cui l’attacco può sfruttare un vantaggio marcato.

LA DIFESA DEL PICK AND ROLL

Più complicata al momento pare la gestione difensiva del pick and roll degli avversari, che ha spesso provocato grattacapi ingenti a partire da disattenzioni. Come per esempio nell’ultima partita contro Casale, squadra quadrata che sa benissimo come attaccare al meglio per provocare il maggior numero di danni agli avversari.

Grossi no
Grossi no

Qua sopra vediamo un pick and roll con Ranuzzi che difende sul palleggiatore. L’errore è del capitano biancoverde, che sul blocco passa dietro al palleggiatore, di fatto mettendosi alla sua mercé. Da quella posizione infatti non può né prevenirne la penetrazione né impedire l’eventuale passaggio per il bloccante, che infatti arriva puntuale generando un tiro dalla media completamente smarcato.

Bene su un blocco, malino sul secondo
Bene su un blocco, malino sul secondo

Anche a Scafati c’erano state situazioni al limite. Per esempio in questo caso Borsato passa sopra il primo blocco di Simmons, che riblocca, questa volta generando il vantaggio che Mayo è bravo (molto bravo, va detto) a sfruttare. Marini è costretto a chiudere la penetrazione del numero 16, ma l’aiuto dal lato debole di Cucci sul taglio di Simmons arriva con quel secondo di ritardo che è fatale. Pochi dettagli, ancora una volta decisivi tra una buona difesa e un canestro subito.

In tre su Mayo, troppa grazia
In tre su Mayo, troppa grazia

In quest’altro frangente invece il blocco di Baldassarre apre la strada alla penetrazione di Mayo, su cui vanno a chiudere tre biancoverdi. A questo punto Mayo ha fin troppo vita facile nel riaprire per la tripla dall’angolo del compagno. Anche qui è questione di dettagli: Cucci fa un mezzo passo di troppo verso Baldassarre e ciò spalanca la strada verso il canestro per Mayo; a questo punto Marini è costretto ad aiutare, lasciando libero il suo uomo, e la tripla è servita.

Un errore non fa una prova, anche perché Cucci si è dimostrato uno dei migliori interpreti difensivi a disposizione di Ramagli. In certi frangenti meglio di Diliegro, i cui problemi fisici ancora ne limitano la mobilità laterale quando si tratta di difendere certe situazioni. È apparso evidente contro Casale, quando le sue condizioni erano particolarmente critiche, a detta dello stesso coach.

Bene lo show, meno bene il recupero
1) Bene lo show, meno bene il recupero

Contro la squadra di Ramondino in almeno due occasioni il recupero troppo lento di Diliegro sul proprio uomo dopo il blocco ha causato tiri puliti degli avversari.

2) Bene lo show, meno bene il recupero
2) Bene lo show, meno bene il recupero

Qui sopra Ranuzzi è costretto ad aiutare in area sul recupero di Fall, liberando la tripla in angolo. Praticamente la stessa identica situazione dell’azione precedente. Ancora, piccoli dettagli che costano tre punti, piccoli dettagli essenziali.

"L'avrò chiuso il gas? ... Oh ma che fa tira??!
“L’avrò chiuso il gas? … Oh ma che fa tira??!

Anche Latina ci ha dimostrato come basti una frazione di secondo di distrazione per fare la differenza tra una bella difesa e una tripla in faccia. Si ritorna al punto dell’intensità e della concentrazione, che per questa squadra devono sempre essere al massimo.

Siamo a malapena nel primo mese di campionato e quello che ho scritto qui sopra potrebbe venire stravolto e diventare inutile già nel prossimo. Certo è che per una squadra che ha un così breve vissuto assieme quello che sta facendo questa Mens Sana fa ben sperare per il futuro, anche perché sembra sempre più una squadra costruita con lucidità e logica.

Ora finiamola con questi discorsi e passiamo al vero highlight di questa prima parte di stagione, ovvero Cagnazzo che si lamenta in panchina dopo essere stato ufficialmente richiamato dagli arbitri.

Come si fa a non amarlo?
Come si fa a non amarlo?

Alla prossima.

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