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Guida galattica per la Mens Sana 2015/2016

Per presentare la nuova stagione della Mens Sana diamo il benvenuto su P&C a un ospite di lusso. Compagno di banco al palazzetto e habitué delle colonne del Corriere di Siena, con Nicola Panzieri abbiamo deciso di fare una chiacchierata sulla squadra che sta per esordire contro Latina in Viale Sclavo. 
Quello che segue è un serio discorso non serio su aspettative, premesse e possibilità dei biancoverdi in questa nuova rampante A2.

Francesco: Per quanto mi riguarda questa squadra mi pare costruita con criterio, soprattutto considerando che i soldi sono pochi e che viviamo con la spada di Damocle dello sponsor che non c’è. Però è giovane, atletica, corre, salta s’impegna e ci crede. Le premesse sembrano buone per un campionato dignitoso. Cosa intendo per dignitoso? Intendo una salvezza tranquilla, magari qualche soddisfazione tolta, sperando meno patemi possibili. Sarà complicato ma non mi sembra impossibile. Nel frattempo in caso di assenza prolungata di sponsor propongo di scrivere sulle maglie “VENDESI SPAZIO PUBBLICITARIO”

Nicola: Parto con una domanda: ma questa squadra è corta o è lunga? Lo chiedo perché, proprio per le incertezze economiche di cui sopra, siamo partiti con la necessità di azzeccare i due USA e appiccicare intorno a loro una truppa di ragazzini o mestieranti. Però penso che tra le indicazioni più positive per Ramagli in questa pre season ci sia il fatto che a turno ogni giocatore a disposizione del coach livornese ha dimostrato di poter non soltanto tenere il campo, ma anche incidere in certi momenti. Ovviamente questo non fa della Mens Sana una squadra già pronta per lottare ai vertici. I ragazzi sono ragazzi, nel bene e nel male. Non è giusto chieder loro da subito di essere continui su livelli alti di rendimento. Però credo che questa truppa nella giornata giusta non debba avere paura di nessuno, ecco, l’ho detto!

Ah, lo sponsor… ma vuoi proprio parlare dello sponsor? Anche la maglia potrebbe essere un astuto espediente di marketing, magari per pubblicizzare questo

Francesco: No no, stiamo alla larga dal tema sponsor. Però penso tu abbia centrato un punto importante, rispetto alle premesse di inizio estate la squadra pare più solida rispetto a “qualche raccattato messo accanto a due americani”. Poi sarà il campo a dirci la verità

ALEX RANUZZI

Ranuzzi

Nicola: Beh, è il capitano della Mens Sana, è biondo, ha gli occhi azzurri, ha scritto un romanzo e d’estate si diletta con la tavola da surf. Lo odio, in pratica…

Francesco: Mi pare giusto. Lo ammetto, sono una vedova di Pignatti. Per me come capitano quest’anno avrebbe fatto molto comodo, però sulle situazioni personali c’è poco da fare. Capitan Ranuzzi raccoglie il testimone partendo dal fatto che è stato uno dei migliori della passata stagione. Torna nel campionato che gli compete e io uno come lui capace di giocare in 1vs1, spalle a canestro, di andare a rimbalzo e di difendere nella mia squadra lo voglio sempre.

Nicola: Scherzi a parte, la natura di Alex è proprio quella di essere un giocatore di squadra e uno di quelli a cui sul campo puoi chiedere quasi tutto. Un ideale collante per una squadra in cui non deve essere un primo violino. Poi ha le palle e ho sempre negli occhi le sue bombe nella serie contro Livorno. Come capitano è da testare: ce lo vedo, anche se è uno a cui ogni tanto in partita capita di “scapocciare”.

Francesco: Quest’ultimo aspetto è quello che mi fa un po’ più paura, alla fine deve fare da balia a cinque ragazzi e un americano che mette per la prima volta piede in Italia. Se gli piglia bene li rivolta…

Nicola: Però il gruppo quest’anno pare comunque di più semplice gestione rispetto all’anno scorso. Lì le dinamiche erano oggettivamente particolari. Quest’anno alla fine le gerarchie sono più chiare, quindi vedo un po’ meno confusione…

Francesco: Si via, a ora paiono tutti bravi ragazzi con tanta voglia di fare bene e giocarsi al meglio questa possibilità (che è una grande possibilità per tutti a prescindere dagli obiettivi). Alex indicaci la via.

DANE DILIEGRO

Diliegro

Francesco: Diciamo che Diliegro è l'”operazione Parente” del 2015-2016. Giocatore da recuperare e che sta continuando la riabilitazione, in questa pre season ha già fatto vedere sprazzi interessanti ma è da testare il suo ritorno sul parquet in una partita che conta. Credo che lo staff continuerà il suo graduale reinserimento senza forzare troppo. Però è grosso, ha mestiere e pare sappia fare il suo; se recupererà al 100% sarà una discreta ancora di salvezza per quando Marini e Cucci non riusciranno a reggere l’impatto sotto i tabelloni (e a questo livello di momenti del genere temo ce ne saranno tanti)

Nicola: A questi livelli è una specie rara: il pivottone puro. La speranza è che possa rimanere sano, ma la sua potrà essere una presenza condizionante. Non sono molti i lunghi in categoria che possano vantare il suo impatto fisico. È la nostra risposta a Crosariol. Nello scampolo di amichevole con Pistoia onestamente ha fatto fare diverse figurette a Kirk (che ho definito un Tim Kempton, ma gollo…). Ovviamente dovrà adattarsi contro altri tipi di lunghi: penso ad esempio al Mosley di Latina, prossimo avversario. Però, parliamoci chiaro: passeresti volentieri su un suo blocco?

Francesco: E io che credevo che la risposta più giusta a Crosariol fosse l’eroina… Ah, Naturalmente quando si parla di blocchi si parla di cose del genere

Nicola: almeno…

STEFANO BORSATO

Borsato

Francesco: Le volte che l’ho visto mi ha fatto una buona impressione: ottimo tiratore, capace di giocare in più ruoli, può dare fiato a Truck come portatore di palla, esce bene dai blocchi per tirare e un bel po’ di esperienza alle spalle che in un gruppo del genere non fa mai male. Potrebbe essere quel tiratore che lo scorso anno ci sarebbe servito più del pane. Non sarà il giocatore su cui gireranno le nostre fortune, ma potrebbe rivelarsi il classico tuttofare per ogni situazione.

Nicola: Completamente d’accordo, la sua conoscenza del campionato e la sua capacità di sdoppiarsi nei ruoli degli esterni ne fanno un equilibratore fondamentale. Ammetto che ho commesso l’errore madornale di guardare il video del suo allenamento su Youtube prima che arrivasse a Siena. Quel video in cui ne mette circa 600 in fila dalla lunga. Da allora mi aspetto che affronti ogni errore al tiro come un samurai di fronte al fallimento della propria missione

Francesco: Mi aspetto anche che qualcuno si alzi dagli spalti urlando: “OH! MA SU YOUTUBE LI METTEVI TUTTI!”

LORENZO BUCARELLI

Bucarelli

Francesco: Ecco, non è che su Bucarelli ho aspettative alte. È che su di lui ho le stesse aspettative di quando il mondo ha saputo che usciva uno Star Wars 7. Lo so, è giovane (classe ’98 dio quanto sono vecchio), ha ancora tanta strada da fare eccetera. Ma può davvero essere una delle note positive di questa stagione, il talento c’è, il fisico c’è, l’atletismo per reggere a questi livelli c’è in abbondanza. Curioso di vedere il lavoro che Ramagli porterà avanti con lui

Nicola: Parliamo dell’amichevole contro Pistoia. Parliamo di una partita in cui Lorenzo non ha praticamente mai guardato il canestro. Eppure per brevi tratti secondo me ha dominato, confrontandosi quasi sempre contro gli americani di Esposito. Freniamo subito gli entusiasmi: è un giocatore tutto da costruire, per carità. Però anche quando fa qualche cazzata (lo posso dire?), si vede che ha una fluidità istintiva nel fare le cose sul campo di basket che hanno solo quelli che possono diventare grandi. Ho detto “grandi”, non “buoni”. Ma ho detto anche “che possono diventare”, non “che diventeranno”. Sinceramente sullo staff costruito quest’anno dal punto di vista dello sviluppo dei giovani ho grandi aspettative.

Francesco: Tra le mani qui abbiamo un 17enne che ha tutte le carte in regola per giocare in A2. Detta così sembra follia però è la verità, poi uno dice che non deve avere aspettative…

MATTIA UDOM

Udom

Francesco: Secondo te sbaglio se dico che Udom potrebbe essere una delle chiavi di volta della stagione della Mens Sana?

Nicola: Assolutamente no. Anche perché il Mattia Udom che vedremo a partire da domenica è la versione Super Saiyan di quello che conoscevamo. L’anno sotto coach Crespi, con il campo assaggiato anche in Europa e gli allenamenti contro grandi giocatori hanno posto le basi per il lavoro svolto lo scorso anno da Franco Ciani (altro grandissimo coach). Il risultato è che un giocatore fondamentalmente senza ruolo sta iniziando solo ora a grattare la superficie del proprio potenziale. Non diventerà Mirotic, però ha tiro ed atletismo superiore per la categoria. In palleggio in queste partite gli ho visto fare cose che un paio di anni fa avrebbe faticato a replicare con la playstation. Probabilmente gli manca un po’ di cattiveria, ma se arriva anche quella, allora sono veramente cazzi per tutti. Avrà pause e black out, non se ne discute, però ha le carte in regola per farsele perdonare.

Francesco: Mi pare che lui per primo sappia quanta strada ha fatto in questi anni e quanta ancora ne abbia da fare. I miglioramenti sono evidenti, come le lacune che ancora lo accompagnano. Hai fatto bene a parlare della cattiveria, come del resto deve migliorare nelle conclusioni nel traffico o nel farsi valere sotto canestro visto che le capacità per farlo ce le ha. Sul ball handling miglioramenti pazzeschi in due anni che possono tornare utili, un lungo che apre il contropiede dal palleggio e non col passaggio ce l’hanno in pochi, ed è una di quelle cose in grado di creare il panico nelle difese avversarie (Spencer Nelson do you hear me?)

ALBERTO CACACE

Cacace

Francesco: Quando l’ho visto la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “colonnino di Piazza”. Fisico imponente rispetto all’età, sulla carta può marcare più ruoli, la mia domanda è: li può marcare bene? Devo ancora inquadrarlo ma per il ruolo che ricoprirà non gli vengono chieste grandi cose. Solo di farsi trovare pronto (cosa non facilissima a quell’età) e di tenere botta nella nostra metà campo. Vedremo, per me uno dei punti interrogativi di questo roster su cui sospendo ogni valutazione per aspettare qualche mese.

Nicola: Tra tutti i giocatori era quello che conoscevo di meno onestamente. È giovane, ma non gioca esattamente come un giovane, per quello che ho visto. Non si tira indietro quando c’è da combattere e mi pare che abbia la mentalità per andare a cercare nelle pieghe della partita quello che non arriva dalla porta principale. Sono doti fondamentali per il ruolo che avrà, così come la difesa. Ramagli credo che gli riserverà più di un bercio, ma ha l’aria di poter essere una solida parte della rotazione.

Francesco: Anche perchè credo entro fine anno avranno tutti una pettinatura diversa a causa dei berci di Ramagli…

LEONARDO MARINI

Marini

Francesco: Anche qui, per quanto abbiamo visto non ci possiamo lamentare. Ma si parla sempre di basket estivo e quindi lascia il tempo che trova. Come reagirà quando cominceranno a volare i gomiti? Considerando i problemi di Diliegro sarà fondamentale soprattutto nella prima parte di stagione. Ma cosa possiamo aspettarci e quanto? Non saprei, “lo scopriremo solo vivendo” (stracit).

Nicola: Forse tra tutti è il punto interrogativo più grande. In primis perché il suo titolare Diliegro ha la grande incognita degli infortuni. La seconda perplessità l’hai citata te e riguarda l’impatto fisico. Il suo tiro è veramente notevole per meccanica, rapidità d’esecuzione e, pare, anche precisione; sarà un’arma tattica importante, ma dovrà aggiungere altro se vuole salvarsi dall’ira funesta di Ramagli (sotto un suo sguardo dopo un extra possesso concesso)

VALERIO CUCCI

Cucci

Nicola: Per essere un futuro economista ha già un discreto impatto in campo. Anche lui rientra nella tipologia di giocatori che serve per uscire dalla panchina: ha energia e voglia di sbattersi. Probabilmente avrà un discreto minutaggio, per cui sarà importante che riesca a mantenere un certo standard di rendimento. Tecnicamente ha i suoi limiti, ma anche su di lui si può lavorare e la testa a mio parere fa ben sperare.

Francesco: Buone le ultime uscite (contro Ferrara 11 punti e 8 rimbalzi giusto per dire) e aveva fatto bene anche contro Varese, cioè contro lunghi di categoria superiore. Altro giovane che per fare davvero bene dovrà crescere durante la stagione, credo che lo attenderanno tempi duri nei primi mesi ma il potenziale per sorprendere c’è.

DARRYL BRYANT

Bryant

Nicola: È arrivato come “Truck” ed è già stato ribattezzato “Tir”. A me piace chiamarlo “Robustino”, per via dellla sua corporatura gracile e slanciata. Ha segnato il canestro della vittoria nelle prime due amichevoli, facendo intendere che non gli manca certo la personalità. Non è un playmaker classico, ovviamente, ma sembra poter avere carisma e mentalità da “floor general” come dicono dove hanno inventato il giochino. In penetrazione non teme alcun contatto grazie alla blindatura e il tiro, soprattutto se si mette in ritmo col palleggio, è terrificante da vedere ma tutto sommato da rispettare. Ho qualche perplessità sulla difesa, ma per il resto secondo me ci siamo, nessun dubbio. Potrebbe finire la stagione con più soprannomi di Apollo Creed, cosa che potrebbe complicare la vita al Marchini…

Francesco: Come si fa a volere male a uno che si fa chiamare “Truck” e pubblica su Instagram gli screenshot dei suoi tweet? Uno che nel giro di due partite piazza due buzzer beater nei primi scampoli di partita giocata. Che giochi a un altro sport rispetto agli altri pare abbastanza evidente, come il fatto che non appena comincerà il campionato la realtà lo colpirà in piena faccia. Qui non siamo in Repubblica Ceca e mi sento abbastanza sicuro di dire che questa A2 sia la seconda lega nazionale più competitiva d’Europa. Ma è comunque una PG veloce, che regge i contatti sotto canestro e che è in grado di chiudere nel traffico. Proprio per questo spero non sia troppo innamorato del suo jumper, che mi pare un tantino ondivago. Ah dimenticavo la visione di gioco, ha pure quella e direi di una qualità elevata.

CHRIS ROBERTS

Roberts

Francesco: Credo che Roberts sia il giocatore in grado di far fare a questa squadra il salto di qualità. Uno abituato a ben altri scenari che viene da una brutta annata e con tanta voglia di rivalsa. Qui la visibilità non gli mancherà e la storia del pagamento in diamanti della Dpi in questo lo aiuterà ulteriormente. Se tornerà quello visto a Caserta sarà l’affare dell’anno e un crack in grado di cambiare i destini della Mens Sana, se si confermerà quello visto in Francia saranno dolori. Sono curioso di vedere se oltre alle qualità tecniche avrà anche la capacità di prendersi la squadra per mano quando conterà.

Nicola: Di lui si è parlato quasi solo per via dei diamanti (testimonianza della validità dell’operazione di marketing) e questo non va bene per niente… Tifosi senesi, sveglia! È finita la carestia delle schiacciate! Non dobbiamo più pregare in ginocchio che Ranuzzi o Paci si involassero in contropiede. Questo la schiacciata la può piazzare in ogni momento e contro chiunque. Sinceramente fatico a trovare in questa A2 allargata giocatori (a parte Daniel della Effe) con il suo pedigree. Ok, viene da un’annata no e da un’infortunio, ma vi ricordate le due gare giocate con la maglia di Caserta contro la Mens Sana di Crespi? Ecco, io sì. E bene. È chiaramente un giocatore fuori categoria: per classe ed atletismo vale le prime 10/20 posizioni nella lega in ogni settore statistico. Ciò nonostante, vedo più Bryant di lui con le chiavi della squadra in mano…

E questo è quanto, in attesa della palla a due di Mens Sana-Latina diamo quindi un in bocca al lupo ai giocatori e ai tifosi biancoverdi per questa nuova stagione.

Alla prossima.

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Guida alla Robur 2015/2016

Dopo una lunghissima pausa, torniamo a parlare di Robur. E lo facciamo con quel poco che abbiamo visto, i 90° minuti contro la Carrarese, la partita di coppa con la Lupa Roma(dal 35° del primo tempo, con sentiti ringraziamenti all’ organizzazione delle biglietterie), qualche spezzone del match col Prato. Fatta questa premessa, ci siamo chiesti dove può arrivare il Siena quest’ anno, con questo Mister, con questi giocatori, non dimenticandoci altre variabili, avversarie in primis.

Aldilà delle frasi di circostanza e degli obiettivi dichiarati: “Intanto puntiamo alla salvezza, poi vedremo”, la squadra allestita dal duo Ponte-Materazzi, sembra già pronta per recitare un ruolo di prim’ordine nel girone B di questa Serie C.

Difesa. L’ esperienza di Portanova e la freschezza dei giovani.

Partiamo dal reparto arretrato. In porta, parte titolare il giovanissimo Montipò, scuola Novara. Giovane da valorizzare e che ha ben figurato nelle prime uscite stagionali. Se arrivasse un momento no, per il classe ’96, la società si è tutelata tesserando Bindi, portiere di categoria, di sicura affidabilità(133 presenze tra serie B e C). Mister Atzori predilige il 3-5-2, modulo con cui portò una Reggina non certo da lotta al vertice, ai play off di B nel 2010/2011. Il mister, tuttavia, non è un integralista, da questo punto di vista. Nel corso della sua carriera ha dimostrato di sapersi adattare alle caratteristiche dei suoi giocatori, cambiando più volte schema tattico anche a stagione in corso, utilizzando sia la difesa a 4 che quella a 3. Il Siena di quest’ anno sembra poter reggere a tre dietro. Portanova appare decisamente più tonico, finalmente sui suoi standard. Giocherà di anticipo, mordendo le caviglie al centravanti avversario e facendo valere la sua stazza nei calci piazzati, lasciando il compito ai vari Silvestri, Celiento, D’Ambrosio e Paramatti di chiudere sulle sortite offensive degli attaccanti più rapidi e dei centrocampisti che si inseriscono. Rispetto all’ anno scorso i difensori esterni sono sulla carta più adatti alla difesa a tre, avendo caratteristiche di rapidità e velocità nell’ uno contro uno. Celiento su tutti che ha la personalità e le capacità per giocare anche il pallone. Ficagna, infine, è pronto a recitare il ruolo di vice-Portanova oltre a mettere al servizio dei più giovani la sua esperienza. Motivatissimo a tornare a Siena, lavorerà sodo per farsi trovare sempre pronto, anche se dovesse giocare poco.
E’ il reparto più delicato, perché la mentalità del Siena è decisamente offensiva e prevede il pressing già sulla trequarti avversaria. La difesa dovrà stare alta, accompagnando le azioni di attacco per tenere la squadra corta.

Centrocampo. Tanta corsa e piedi buoni.


Bastoni, Opiela, Burrai e Sacilotto
sono quattro centrocampisti centrali di indiscusso valore tecnico. Il Siena può far girare la palla ma può cercare soluzioni anche più rapide con aperture e cambi di gioco lunghi, sulle fasce, dove i titolari dovrebbero essere Boron e Avogadri. Si cercherà il fondo attraverso le triangolazioni, con i trequartisti, per mettere in mezzo i cross per la testa di Bonazzoli.  La soluzione balistica, da fuori, sarà la grande arma in più della Robur, quando si affronteranno difese chiuse. E’ nelle corde sia di Bastoni(e uno….con la Carrarese) che di Burrai. Opiela sarà il jolly della Robur, giocatore molto dinamico. Ricorda un po’ un’ altro Lukas, quel Jarolim che tra il 2007 e il 2010 collezionò una sessantina di presenze in serie A, grazie alla sua duttilità. Opiela nasce come mediano, si può adattare sulla fascia, potrebbe essere una soluzione anche in un ipotetico centrocampo a tre. Un peccato, infine, l’ infortunio di Eros Pellegrini, l’ esterno più attrezzato che abbiamo per la categoria. Sarà il primo rinforzo del mercato di gennaio e ne avremo bisogno come il pane, perché proprio sulle fasce siamo più scoperti. Il rientro di Sacilotto darà maggiore equilibrio alla squadra e concederà più libertà a Bastoni e Burrai.

Attacco. Potenzialità tutte da scoprire.

L’ attacco della Robur è il reparto che più ci intriga. Tolto Mendicino, gli altri giocatori sono tutte scommesse, per motivi diversi. Bonazzoli, diciamoci la verità, viene da due stagioni di “vacanza” a Miami e Budapest e qualche partita di serie D. Si è messo a lavorare, da gran professionista e si è fatto trovare già pronto per la prima di campionato. Il suo repertorio lo conosciamo tutti. Fisico statuario, forte nel far salire la squadra, nelle sponde e nel gioco aereo. Ma Bonazzoli ha anche dei piedi buonissimi. In pochi hanno segnato un gol come questo in serie A. Bonazzoli si. Non ha più quell’ atletismo, ok, ma quando sta bene, è inamovibile. Mendicino è uno degli artefici della promozione della Salernitana in serie B. Gran talento, che non ha avuto la carriera che gli prospettavano da giovanissimo. Giovane, ancora lo è, 25 anni. Se supera la delusione della mancata conferma in granata, può diventare il giocatore più importante del Siena. Piredda, De Feo, Libertazzi e Yamga sono le scommesse della Robur di quest’anno. Giocatori giovani che vengono a Siena per emergere e giocarsi le loro carte nel calcio professionistico. Libertazzi è il più “vecchio” dei quattro, classe ’92. Fortissimo nella primavera Juve(debuttò in Europa League), è stato frenato dagli infortuni. Siena può essere la sua grande occasione per lanciarsi definitivamente. Rispetto a Bonazzoli, può cercare di più la profondità, dando soluzioni alternative all’ attacco. Piredda e De Feo, classe ’94, hanno già dimostrato nelle prime uscite stagionali di avere le carte in regola per fare una stagione da protagonisti in maglia bianconera. Sono due mezzepunte rapide ed estrose che possono spaccare la partita. Il primo si è già ritagliato un posto da titolare in coppa, sfoderando buone prestazioni, il secondo ha dimostrato grande incisività entrando in corso di gara. Yamga, classe ’96 è il più giovane di tutti. Bomber del Chievo primavera, fisicamente devastante, tecnicamente acerbo. Qualche difficoltà nella giocata di prima e sullo stretto. La sua prestazione con la Carrarese ha fatto emergere questi difetti, tenendo conto che è stato impiegato più arretrato, anche rispetto a Mendicino. Quando parte fa paura, l’ idea è che il suo ruolo naturale sia quello di centravanti(in gol con la Lupa Roma). Può apprendere molto da Bonazzoli.

In conclusione, dove può arrivare questa Robur? Spal e Pisa sembrano al momento le “corazzate” della categoria, dietro vediamo un folto gruppo di squadre ben assortite, tra cui anche il Siena che proveranno a sorprendere e ad emergere.  La rosa allestita dal presidente Antonio Ponte risulta decisamente all’ altezza, sulla carta. Utilizzando una metafora automobilistica, abbiamo la cilindrata e i cavalli per tenere il passo delle migliori, sarà la mano del pilota a fare la differenza, a rendere affidabile la macchina, sfruttandone tutte le potenzialità. Proprio Spal e Pisa, sembrano avere dalla loro la spinta di due grandi città, che hanno fame di calcio che conta. Ci confronteremo con realtà di nostro livello, come storia e “numeri”. L’ ambiente dovrà trasmettere entusiasmo alla squadra e al Mister. Un entusiasmo che sembra al momento non essere sui livelli di un anno fa, per diversi motivi. La rivoluzione tecnica operata dalla società doveva essere gestita diversamente, soprattutto dal lato comunicativo. Il modo con cui sono stati liquidati i protagonisti dell’ impresa sportiva della stagione scorsa e la confusione con la quale viene portata avanti la programmazione sulle strutture e sul settore giovanile, non aiutano a creare un clima di perfetta collaborazione fra la società e la città. Meno elusività, più chiarezza. Sono mancanze che denunciamo da un anno e mezzo, ci saremmo anche stufati.

Detto questo, ci sarà da divertirsi. Si torna nel calcio che conta e la Robur si presenta al galà con l’ abito bello. Buona serie C a tutti.

Marco Biagioli e Martin Maffei

La foto copertina è tratta da www.sienaclubfedelissimi.it

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