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Catenaccio mon amour

Alcune sere fa mi è capitato di guardare il Film “Pelè”, dedicato al celebre asso brasiliano. Nel film si racconta come, dopo la sconfitta ai mondiali del 1950, il Brasile, decida di abbandonare il proprio stile di gioco passando ad imitare quello europeo. La squadra però non raggiunge gli obbiettivi sperati e nessuno crede che possa mai vincere qualcosa. L’arrivo di Pelè coinciderà con il ritorno alle origini, allo stile tutto brasiliano della ginga (derivante dai balli degli schiavi africani, come la capoeira). In questo modo i brasiliani ritroveranno se stessi e dimostreranno a tutto il mondo la propria forza.

Ripensando a questa cosa mi sono chiesto se anche l’Italia non avesse un proprio stile che andasse al di là degli schemi tattici e delle varie generazioni di calciatori. La risposta è stata si, e quello stile si chiama “controgioco”, ma è meglio conosciuto come “gioco all’Italiana”.

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Cenni storici

Nonostante il nome italiano questo modulo è stato inventato nel 1932 dal tecnico austriaco del Servette Karl Rappan, che alle prese con una squadra dal valore tecnico tutto sommato modesto, decise di provare un sistema che evitasse debacle clamorose e compensasse le lacune tecniche dei giocatori. Allora il modulo più in voga era il “sistema” che prevedeva in difesa tre giocatori (due terzini ed un difensore centrale, detto stopper), generalmente impiegati in una marcatura uomo contro uomo. Alle prese col tentativo di rafforzare la difesa Rappan ebbe l’idea di togliere un mediano da centrocampo per affiancarlo alla linea dei difensori, rendendolo libero da qualsiasi compito di marcatura fissa. Il libero era infatti destinato ad eventuali raddoppi di marcatura, a recuperare i palloni eventualmente sfuggiti ai compagni di reparto e più in generale a fare da ultimo uomo tra la palla e la propria porta. Con questo spostamento prendeva corpo il modulo Verrou (in francese “catenaccio) che prevedeva in difesa l’impiego di quattro giocatori bloccati: il libero, i due terzini e lo stopper. A centrocampo il centromediano metodista rimaneva il fulcro del gioco e veniva coadiuvato dalle due mezzali che retrocedevano di 20/30 metri, mentre in attacco restavano i tre attaccanti: il centravanti e le due ali.

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Il nuovo modulo alla fine risultò di più facile applicazione rispetto al sistema e garantiva sicuramente maggiore copertura grazie alla difesa bloccata; la maggiore sicurezza andava però a scapito delle possibilità di costruzione del gioco, sicuramente diminuita a causa dell’inferiorità numerica a centrocampo e delle difficoltà del metodista che spesso si trovava di fronte due centrocampisti avversari. Ai mondiali del 1938 Rappan si trovò alla guida della nazionale elvetica. Con questa variazione del “sistema”, la modesta nazionale Svizzera ben figurò nel torneo eliminando la Germania al primo turno e arrivando fino ai quarti di finale, nei quali cedette all’Ungheria, futura finalista insieme all’Italia.

A fine anni ’40 fu Gipo Viani, allenatore della Salernitana, il primo a portare alla ribalta nel nostro il catenaccio, spinto come Rappan dalla necessita di ovviare alle mancanze tecniche degli uomini a sua disposizione. Ma a portare nell’elite del calcio e a dare al catenaccio la sua consacrazione fu l’allenatore dell’Inter Alfredo Foni, che vinse tra lo sdegno della critica, due scudetti nei primi anni ’50.

Nel decennio successivo il catenaccio era ormai diventato uno dei moduli più in voga in Italia e diverrà anche il sistema di gioco preferito da due grandi allenatori che domineranno le scene del calcio italiano ed europeo negli anni ’60: Nereo Rocco ed Helenio Herrera.

Nereo Rocco fu tra i primi insieme a Viani ad applicare il catenaccio in Italia fin dalla sua prima stagione come tecnico della Triestina. A Rocco si deve tra l’altro anche l’invenzione del libero “all’Italiana”, dove uno dei 4 difensori restava stabilmente dietro agli altri tre ed era libero appunto da marcature; Con questo accorgimento tattico ci sarà la definitiva consacrazione a livello europeo del catenaccio all’italiana. In realtà il Milan di Rocco era una squadra che manteneva comunque a livello offensivo una buona qualità di gioco complice anche la presenza in squadra di alcuni eccellenti giocatori, su tutti Rivera, anche se la disposizione tattica, una sorta di 1-3-3-3, era comunque improntata ad un rigido difensivismo.

Herrera invece adotta un meccanismo di gioco veramente cinico, senza concedere nulla allo spettacolo e cercando solo la vittoria. La versione herreriana del catenaccio prevedeva un mediano in marcatura a uomo (Tagnin o Bedin)in aggiunta ai tre difensori, col libero (Picchi) alle loro spalle. Una volta riconquistata la palla Suarez, il regista, lanciava immediatamente per i centrocampisti avanzati e per gli attaccanti, scavalcando il centrocampo avversario e prendendo il contropiede le difese.

Il risultato fu che a livello europeo Milan ed Inter dominarono gli anni ’60, con la conquista di scudetto, 4 Coppe dei Campioni e vari altri trofei internazionali. Ma a fine anni ’60, con la consacrazione del “calcio totale” olandese e del risveglio delle squadre inglesi, il modello italiano venne definitivamente superato.

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L’Italia e il Catenaccio

Per Pasolini: “Quello italiano è un calcio in prosa, basato sulla sintassi, ossia sul gioco collettivo e organizzato, il suo unico momento poetico è il contropiede”. Se il calcio rispecchia l’indole dei vari popoli, allora quello italiano è uno stile asciutto basato sul sudore e sul sacrificio.

L’essenza prima del catenaccio è il controgioco, da sempre il segreto impalpabile della scuola italiana. Il controgioco consiste nella capacità di sfruttare, quando l’andamento del gioco lo consente, gli spazi regalati dalla squadra avversaria, sbilanciata in avanti dall’offerta di gioco impiattata dallo schieramento difensivo azzurro. Controgioco vuol dire grande forza d’animo nell’aspettare l’urto nemico serrando le fila, robustezza atletica nel sopportare folate avversarie continue, capacità innata nel sapersi adagiare sulle situazioni di gioco impostate dagli altri, organizzazione precisa e tempestiva nell’allungare la squadra , tecnica eccellente nel padroneggiare il controllo di palla per procurarsi gli spazi, intelligenza sopraffina nel saper accelerare e rallentare i ritmi di gioco, grande elasticità e velocità nell’esecuzione dei movimenti e nelle scelte individuali. In questo modo si attacca di meno delle altre squadre , ma in modo più efficace e con più uomini. Il massimo del controgioco italiano è stato il catenaccio. Il catenaccio è chiudere la porta alle voglie altrui imponendo le proprie,ostruire gli spazi del campo per aprirne di nuovi, cedere terreno per occupare porzioni di campo strategicamente decisive, avere sempre a disposizione un serbatoio di energie sempre accessibile in qualsiasi momento.

Oltre al catenaccio mentale, il nostro calcio ha una caratteristica propria che non lo accomuna a nessun’altra espressione di gioco europeo o mondiale. L’atto di nascita dell’identità calcistica italiana lo si deve localizzare nelle province contadine del Nord-Ovest , la cui matrice di fondo era fatta di sacrificio ed esuberanza , semplicità e spirito combattivo, fatica agonistica e scaltrezza.

Altro elemento importante per il calcio italiano è il senso di squadra, del collettivo. Nelle squadre italiane i bisogni del gruppo hanno la priorità sulle esigenze dei singoli. In tutte le vittorie della nazionale italiana non emerge mai un solo calciatore su tutti e non vi sarà mai una nazionale che punta sulla trovata del singolo per uscire da situazioni complicate.

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Infine bisogna aggiungere che se nelle isole britanniche conta a volte più il combattere, in Spagna l’estetica, in Sud America lo spettacolo, nei paesi dell’est la purezza dei movimenti, in Italia da sempre è solo contato vincere ad ogni costo.

Speranze europee

Con la partita Belgio-Italia, si è risvegliato di nuovo lo stile mai sopito del calcio all’italiana, del catenaccio e del contropiede mortifero, della freddezza e del cinismo. Il Belgio, pavone, non ha capito che con quel suo modo do giocare si stava letteralmente buttando tra le braccia degli italiani, ai quali non è parso vero di infierire sull’ingenua nazionale di Wilmots.

Abbiamo rivisto per 90′, la nazionale del 2006, ma anche quelle del 1982 e del 1970. Un sottile filo rosso legava tutte queste squadre, la capacità di adattarsi alle situazioni, da considerarsi come prima vera essenza del catenaccio mentale e capace di marchiare nel tempo le nostre nazionali.

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Calcio-Euro-France-2016

GUIDA A EURO 2016

Venerdì 10 giugno 2016 allo Stade de France, Francia-Romania inaugurerà la 15ª edizione del campionato europeo di calcio. La fase finale viene ospitata dalla Francia dal 10 giugno al 10 luglio 2016. In precedenza, la stessa nazione aveva ospitato le edizioni del 1960 e del 1984.

La principale novità nel formato riguarda l’allargamento del numero di partecipanti da 16 a 24 squadre, riprendendo la formula che caratterizzò i campionanti mondiali dal 1986 al 1994.

adidas_euro_2016_omb_2060945_238301GLI STADI

Euro-2016-mappa-stadi-Francia

Stade_Lumière
Parc Olympique Lyonnais, Lione Capacità: 59.286 spettatori
Parc_des_Princes_-_PSG_vs_Nice
Parc des Princes, Paris Capacità: 47.000 spettatori
Stade_Geoffroy-Guichard_-_Saint-Etienne_(10-11-2013)
Stade Geoffroy Guichard, Saint-Etienne Capacità: 41.965 spettatori
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Stade Velodrome, Marsiglia Capacità: 67.500 spettatori
800px-Ticket_Stade.Toulousain-Biarritz_olympique_07092008
Stadium Municipal, Tolosa Capacità: 33.300 spettatori
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Stade Pierre-Mauroy, Lille Capacità: 50.186 spetatori
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Stade Felix Bollaert, Lens Capacità: 38.223 spettatori
800px-Finale_Coupe_de_France_2010-2011_(Lille_LOSC_vs_Paris_SG_PSG)
Stade de France, Saint-Denis Capacità: 83.338 spettatori
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Allianz Riviera Capacità: 35.624 spettatori

 

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Stade Matmut Atlantique, Bourdeaux Capacità: 42.052 spettatori

 

Gruppo

1ª fascia

2ª fascia

3ª fascia

4ª fascia

A

Francia

Svizzera

Romania

Albania

B

Inghilterra

Russia

Slovacchia

Galles

C

Germania

Ucraina

Polonia

Irlanda del Nord

D

Spagna

Croazia

Rep. Ceca

Turchia

E

Belgio

Italia

Svezia

Irlanda

F

Portogallo

Austria

Ungheria

Islanda

adidas_euro_2016_omb_2060945_238301LE SQUADRE GIRONE PER GIRONE

GIRONE A (Francia, Svizzera, Albania, Romania)


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FRANCIA

Portieri: Costil (Rennes), Lloris (Tottenham), Mandanda (Marsiglia).
Difensori: Digne (Roma), Evra (Juventus), Jallet (Lione), Koscielny (Arsenal), Mangala (Manchester City), Umtiti (Lione), Sagna (Manchester City), Rami (Siviglia)
Centrocampisti: Cabaye (Crystal Palace), Schneiderlin (Manchester United), Kanté (Leicester), Matuidi (Psg), Pogba (Juventus), Moussa Sissoko (Newcastle).
Attaccanti: Coman (Bayern), Gignac (Tigres), Giroud (Arsenal), Griezmann (Atletico Madrid), Martial (Manchester United), Payet (West Ham).

I galletti, come nel 1984, anche allora paese ospitante, sono tra i favoriti. La squadra ha perso alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi come Ribery e Benzema e sembra mancare a prima vista di una leadership in campo. In realtà questo è il momento giusto perché tutti, in primis i più giovani, si prendano le proprie responsabilità. Pogba, fresco vincitore con la Juve del 5° scudetto, ora ha una squadra tutta per sé, senza altre prime donne e con un Griezmann in stato di grazia, come suo braccio armato. Il resto ce lo dovranno mettere l’esperienza di Lloris ( vice-campione in premier con il suo Tottenham) Evra, Sagna e la grinta dei vari Koscielny, Ramì, Matuidi Sissoko e Kanté. I bleau tenteranno di ripetere l’impresa del 1984 e del 1998 e chi meglio di Deschamps (in campo come capitano il 12/7/1998, allo Stade de France, contro il Brasile), può guidarli in questo cammino?

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Portieri: Yann Sommer (Borussia Moenchengladbach), Roman Buerki (Borussia Dortmund), Marwin Hitz (Augsburg)

Difensori: Stephan Lichtsteiner (Juventus), Nico Elvedi (Borussia Moenchengladbach), Michael Lang (Basilea), Johan Djourou (Amburgo), Steve von Bergen (Young Boys), Fabian Schaer (Hoffenheim), Jean-Francois Moubandje (Tolosa), Ricardo Rodriguez (Wolfsburg)
Centrocampisti: Valon Behrami (Watford), Blerim Dzemaili (Genoa), Gelson Fernandes (Rennes), Fabian Frei (Mainz), Granit Xhaka (Arsenal), Xherdan Shaqiri (Stoke), Denis Zakaria (Young Boys)
Attaccanti: Breel Embolo (Basilea), Haris Seferovic (Eintracht Francoforte), Admir Mehmedi (Bayer Leverkusen), Eren Derdiyok (Kasimpasa), Shani Tarashaj (Grasshopper).

La Svizera guidata da Petkovic (ex-Lazio), si presenta ad Euro2016 come un mix di gioventù ed esperienza. Rimasti a casa Senderos (ex-Milan), Inler (ex-Napoli e Udinese) e Widmer (Udinese), la squadra ha dato ampio spazio ai giovani con Elvedi (’96)Xhaka (’92), Zakaria(96), Tarashaj (’95) ed Embolo (97). Quest’ultimo dopo la conquista dello scudetto con il Basilea, sembra pronto anche per il palcoscenico internazionale. Ben nutrita è la pattuglia di calciatori che giocano o hanno giocato in Italia, tra questi: Lichtsteiner, von Bergen (ex-Cesena e Palermo), Behrami (ex-Lazio e Napoli), Dzemaili (ex-Parma, Napoli, Torino), Fernandes (ex-Chievo e Udinese) e Shaqiri (ex-Inter).

Federata_Shqiptare_e_Futbollit.svgALBANIA

Portieri: Etrit Berisha (Lazio), Alban Hoxha (FK Partizani), Orges Shehi (KF Skenderbeu)

Difensori: Arlind Ajeti (Frosinone), Naser Aliji (FC Bâle), Berat Djimsiti (Atalanta), Mergim Mavraj (FC Colonia)), Amir Rrahmani (Split), Lorik Cana (FC Nantes), Elseid Hysaj (Napoli), Ansi Agolli (Qarabag), Frédéric Veseli (FC Lugano)
Centrocampisti: Ledian Memushaj (Pescara), Ergys Kace (PAOK), Andi Lila (Janina), Migjen Basha (Como), Odise Roshi (Rijek), Burim Kukeli (FC Zurigo), Ermir Lenjani (FC Nantes), Herolind Shala (FC Slovan Liberec), Taulant Xhaka (FC Bâle), Amir Abrashi (Fribourg)
Attaccanti: Bekim Balaj (Rijeka), Sokol Cikalleshi (Basaksehir), Armando Sadiku (FC Vaduz), Milot Rashica (Vitesse Arnhem), Shkelzen Gashi (Colorado Rapids).

Dopo aver disputato un buon girone di qualificazione le Aquile, guidate da Gianni DeBiasi, per la prima, storica volta approdano ad un Europeo. Gli uomini più importanti sono nel pacchetto arretrato con Berisha della Lazio tra i pali, Cana, il capitano, (ex-Lazio) e Hysay del Napoli. L’Albania inserita nel girone A, non sembra avere una missione impossibile tendo conto che, escludendo la Francia, le altre squadre non sembrano essere superiori agli uomini di DeBiasi. Curiosità: Taulant Xhaka è il fratello maggiore di Grant Xhaka che gioca per la Svizzera. Chissà cosa accadrà il giorno del debutto, l’11 giugno, quando si disputerà Albania vs Svizzera.

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Portieri: Ciprian Tătărușanu (Fiorentina), Costel Pantilimon (Watford), Silviu Lung (Astra)

Difensori: Cristian Săpunaru (Pandurii Tg. Jiu), Alexandru Mățel (Dinamo Zagreb), Vlad Chiricheș (Napoli), Valerică Găman (Astra Giurgiu), Dragoș Grigore (Al Sailiya), Cosmin Moți (Ludogorets), Răzvan Raț (Rayo Vallecano), Steliano Filip (Dinamo)
Centrocampisti: Mihai Pintilii (FC Steaua Bucureșt,), Ovidiu Hoban (Hapoel Be’er Sheva), Andrei Prepeliță (Ludogorets), Adrian Popa (FC Steaua București), Gabriel Torje (Osmanlispor), Alexandru Chipciu (FC Steaua Bucureșt), Nicolae Stanciu (FC Steaua Bucureșt), Lucian Sănmărtean (Al Ittihad)
Attaccanti: Claudiu Keșeru (Ludogorets), Bogdan Stancu (Genclerbirligi), Florin Andone (Cordoba), Denis Alibec (Astra).

Pensando alla Romania la mente corre subito ad Hagi, Petrescu, Popescu e Raducioiu ed ai mondiali di USA ’94. Oggi gli uomini di punta si chiamano invece Tatarusanu e Chiriches. Molto ci si aspetta poi dagli uomini più in forma del momento: Stanciu centrocampista da 14 reti nell’ultima stagione con la Steaua e Andone capocannoniere della seconda divisione spagnola con il Cordoba. Le rivali sono agguerrite e la missione non sembra delle più facili ma i ragazzi di Iordanescu ce la metteranno tutta per far sognare i propri tifosi.

GIRONE B (Inghilterra, Galles, Slovacchia, Russia)

232px-England_crest_2009.svg (1)INGHILTERRA

Portieri: Joe Hart (Manchester City), Fraser Forster (Southampton), Tom Heaton (Burnley).

Difensori: Gary Cahill (Chelsea), Chris Smalling (Manchester United), John Stones (Everton), Kyle Walker (Tottenham Hotspur), Ryan Bertrand (Southampton), Danny Rose (Tottenham Hotspur), Nathaniel Clyne (Liverpool).
Centrocampisti: Dele Alli (Tottenham Hotspur), Ross Barkley (Everton), Eric Dier (Tottenham Hotspur), Jordan Henderson (Liverpool), Adam Lallana (Liverpool), James Milner (Liverpool), Raheem Sterling (Manchester City), Jack Wilshere (Arsenal).
Attaccanti: Wayne Rooney (Manchester United), Harry Kane (Tottenham Hotspur), Jamie Vardy (Leicester City), Daniel Sturridge (Liverpool), Marcus Rashford (Manchester United).

Anche stavolta, come sempre del resto, gli inglesi sono inseriti tra i favoriti. La spina dorsale ella squadra è formata dal Hart-Cahill-Milner-Rooney. A questi si sono aggiunti il gruppo degli Spurs (Walker, Rose, Alli, Dier, Kane) che molto bene ha fatto in campionato e quello del Liverpool (Clyne, Lallana, Hannderson, Milner, Sturridge) sconfitto in finale di Europa League dal Siviglia. Discorso a parte deve essere fatto per l’attacco. La squadra dei Tre Leoni, ha un potenziale offensivo tra i primi tre del torneo, almeno sulla carta, sia dal punto di vista tecnico che di varietà di gioco. Oltre all’eterno Rooney, 52 reti in 110 presenze, ci sono Kane e Vardy, classici bomber in grado di reggere da soli tutto il peso dell’attacco. Altre frecce, nel vero senso della parola, a disposizione di Hodgson sono Sterling e Sturridge, in grado di spaccare le difese avversarie come pochi. Sarà forse la volta buona per gli inglesi di ricordarci e ricordarsi perché sono chiamati i maestri del calcio?

Federcalcio_russa2RUSSIA

Portieri: Igor Akinfeev (CSKA Moskva), Yuri Lodygin (Zenit), Guilherme (Lokomotiv Moskva)

Difensori: Aleksei Berezutski (CSKA Moskva), Vasili Berezutski (CSKA Moskva), Sergei Ignashevich (CSKA Moskva), Dmitri Kombarov (Spartak Moskva), Roman Neustädter (Schalke), Georgi Schennikov (CSKA Moskva), Roman Shishkin (Lokomotiv Moskva), Igor Smolnikov (Zenit).
Centrocampisti: Igor Denisov (Zenit), Alan Dzagoev (CSKA Moskva), Aleksandr Golovin (CSKA Moskva), Denis Glushakov (Spartak Moskva), Oleg Ivanov (Terek Grozny), Pavel Mamaev (Krasnodar), Aleksandr Samedov (Lokomotiv Moskva), Oleg Shatov (Zenit), Roman Shirokov (CSKA Moskva).
Attaccanti: Artem Dzyuba (Zenit), Aleksandr Kokorin (Zenit), Fedor Smolov (Krasnodar).

Mister Slutsky ha privilegiato l’esperienza, confermando il blocco che ha conquistato la qualificazione (un solo depennamento, quello di Kerzhakov) e già da diversi anni si presenta stabilmente ai nastri di partenza di Europei e Mondiali. In difesa il trio del CSKA Akinfeev e i gemelli Berezutski insieme a Ignashevich, a centrocampo l’esperienza del capitano Shirokov affiancato da Denisov e Dzagoev e in attacco il tandem dello Zenit Dzyuba-Kokorin, per poter sperare in qualcosa di più del superamento del primo turno.

Coat_of_arms_of_Slovakia.svgSLOVACCHIA

Portieri: Matus Kozacik (Viktoria Plzen), Jan Mucha (Slovan Bratislava), Jan Novota (Rapid Vienna)
Difensori: Peter Pekarik (Hertha Berlin), Milan Skriniar (Sampdoria), Martin Skrtel (Liverpool), Norbert Gyomber (Roma), Jan Durica (Lokomotiv Moscow), Kornel Salata (Slovan Bratislava), Tomas Hubocan (Dynamo Moscow), Dusan Svento (Cologne)
Centrocampisti: Viktor Pecovsky (Zilina), Robert Mak (PAOK Thessaloniki), Juraj Kucka (AC Milan), Patrik Hrosovsky (Viktoria Plzen), Jan Gregus (Jablonec), Marek Hamsik (Napoli), Ondrej Duda (Legia Warsaw), Miroslav Stoch (Bursaspor), Vladimir Weiss (Al Gharafa)
Attaccanti: Michal Duris (Viktoria Plzen), Adam Nemec (Willem II), Stanislav Sestak (Ferencvaros)

La Slovacchia, squadra di onesti pedatori, ha in Hamsik il suo faro ed elemento migliore. A guidare la difesa sarà Skrtel, uomo di esperienza, che è però appena rientrato da un lungo infortunio. A centrocampo altro elemento da segnalare è Weiss, già visto in Italia con la maglia del Pescara. Dopo essersi perso in questi ultimi anni, l’Europeo potrebbe essere la sua occasione per rilanciarsi nel calcio che conta. La Slovacchia in una delle ultime amichevoli è riuscita nell’impresa di battere la Germania per 3 a 1. Quando il gioco si farà duro vedremo cosa sapranno fare gli uomini di Kozak.

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Portieri: Wayne Hennessey (Crystal Palace), Danny Ward (Liverpool), Owain Fon Williams (Inverness)
Difensori: Ben Davies (Tottenham Hotspur), Neil Taylor (Swansea City), Chris Gunter (Reading), Ashley Williams (Swansea), James Chester (West Brom), Ashley Richards (Fulham), James Collins (West Ham)
Centrocampisti: Aaron Ramsey (Arsenal), Joe Ledley (Crystal Palace), David Vaughan (Nottingham Forest), Joe Allen (Liverpool), David Cotterill (Birmingham City), Jonathan Williams (Crystal Palace), George Williams (Fulham), Andy King (Leicester), Dave Edwards (Wolves)
Attaccanti: Gareth Bale (Real Madrid), Hal Robson-Kanu (Reading), Sam Vokes (Burnley), Simon Church (Nottingham Forest).

Al 17° posto nel ranking FIFA, l’ultima volta che i dragoni hanno disputato una competizione internazionale era il 1958 e la squadra era trascinata da un certo John Charles. Sessantasei anni dopo, Bale, degno erede di Charles, ha guidato il Galles alla sua prima storica qualificazione agli Europei. Se la stella del Real è il giocatore simbolo della squadra e l’uomo goal, sono stati però altrettanto fondamentali per l’assetto e le fortune della squadra, approdata meritatamente in Francia, giocatori come il Capitano Williams (allenato allo Swansea dal nostro Guidolin), l’eclettico Ramsey da alcuni anni titolare nell’ Arsenal, il dinamico King fresco vincitore della Premier e Allen del Liverpool. Il Galles potrà dire sicuramente la sua, nel girone, recitando il ruolo di terza incomoda tra Inghilterra e Russia.

GIRONE C (Germania, Polonia, Irlanda del Nord, Ucraina)

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Portieri: Artur Boruc (Bournemouth/ENG), Lukasz Fabianski (Swansea City/ENG), Wojciech Szczesny (Roma/ITA), Przemyslaw Tyton (VfB Stuttgart/GER)
Difensori: Thiago Cionek (Palermo/ITA), Pawel Dawidowicz (Benfica/POR), Kamil Glik (Torino/ITA), Artur Jedrzejczyk, Michal Pazdan (entrambi Legia Warsaw), Lukasz Piszczek (Borussia Dortmund/GER), Bartosz Salamon (Cagliari/ITA), Jakub Wawrzyniak (Lechia Gdansk)
Centrocampisti: Jakub Blaszczykowski (Fiorentina/ITA), Kamil Grosicki (Rennes/FRA), Tomasz Jodlowiec (Legia Warsaw), Bartosz Kapustka (Cracovia), Grzegorz Krychowiak (Sevilla/ESP), Karol Linetty (Lech Poznan), Krzysztof Maczynski (Wisla Krakow), Slawomir Peszko (Lechia Gdansk), Maciej Rybus (Terek Grozny/RUS), Filip Starzynski (Zaglebie Lubin), Pawel Wszolek (Hellas Verona/ITA), Piotr Zielinski (Empoli/ITA)
Attaccanti: Robert Lewandowski (Bayern Munich/GER), Arkadiusz Milik (Ajax/NED), Artur Sobiech (Hanover/GER), Mariusz Stepinski (Ruch Chorzow).

La più forte delle nazionali dell’est Europa, guidata dal tecnico Nawalka è composta da una nutrita pattuglia di “italiani”: Szczesny della Roma, il capitano del Toro e uomo mercato Glik, Cionek del Palermo, Kuba della viola, la rivelazione Zielinsky dell’Empoli conteso già dalle grandi squadre e Wszolek. Ovviamente, il destino della Polonia sarà però in mano al duo di attacco Lewandowsky (42 reti in 51 presenze quest’anno)-Milik (47 reti in due anni con i lancieri dell’ Ajax), la vera arma in più per poter superare il primo turno. Tenendo conto che la Germania è di almeno una spanna superiore alle altre squadre del girone e che l’Irlanda del Nord non sembra avere grosse chance, il secondo posto sarà una lotta a due tra la Polonia e l’Ucraina.

Deutscher_Fußball-Bund_logo.svgGERMANIA

Portieri: Manuel Neuer (Bayern Monaco), Bernd Leno (Bayer Leverkusen), Marc-Andre ter Stegen (Barcellona)
Difensori: Jerome Boateng (Bayern Munaco), Emre Can (Liverpool), Jonas Hector (Colonia), Benedikt Howedes (Schalke), Mats Hummels (Borussia Dortmund), Shkodran Mustafi (Valencia), Antonio Rüdiger (Roma)
Centrocampisti: Julian Draxler (Wolfsburg), Mario Goetze (Bayern Munaco), Sami Khedira (Juventus), Joshua Kimmich (Bayern Monaco), Toni Kroos (Real Madrid), Mesut Özil (Arsenal), Bastian Schweinsteiger (Manchester United), Julian Weigl (Borussia Dortmund)
Attaccanti: Thomas Müller (Bayern Monaco), Andre Schürrle (Wolfsburg), Lukas Podolski (Galatasaray), Mario Gomez (Besiktas) e Leroy Sane (Schalke)

Gli uomini di Low tenteranno l’impresa, già riuscita negli anni ’70, di aggiudicarsi, dopo i Mondiali, anche gli Europei e porre fine al ciclo spagnolo. La missione sembra essere alla portata dei bianchi di Germania che, hanno forse, la squadra più forte del torneo. Tutti i titolari giocano da anni ai massimi livelli con le proprie squadre di club e partecipano a tutte le competizioni più importanti. La vittoria dei Mondiali oltre a certificare la forza della squadra, l’ha di fatto resa l’unica rivale credibile per le Furie Rosse. Nonostante alcune esclusioni eccellenti, vedi quella di Reus, la Germania disporrebbe comunque di due rose da mandare agli Europei. L’ unica squadra, che per tradizione potrebbero temere, l’ Italia, si presenta sfortunatamente in una delle sue versioni più deboli di sempre. Chissà se in terra di Francia, a cento anni dalla Grande Guerra, Muller e soci saranno in grado di rinverdire i fasti di Beckenbauer e dell’altro Muller.

742px-Logo_of_Football_Federation_of_Ukraine.svgUCRAINA

Portieri: Denys Boyko (Beşiktas), Andriy Pyatov (Shakhtar Donetsk), Nikita Shevchenko (Zorya Luhansk)
Difensori: Artem Fedetskiy (Dnipro), Olexandr Kucher (Shakhtar Donetsk), Yevhen Khacheridi (Dynamo Kyiv), Yaroslav Rakitskiy (Shakhtar Donetsk), Vyacheslav Shevchuk (Shakhtar Donetsk), Bohdan Butko (Shakhtar Donetsk)
Centrocampisti: Denys Garmash (Dynamo Kyiv), Oleksandr Karavayev (Zorya Luhansk), Viktor Kovalenko (Shakhtar Donetsk), Yevhen Konoplyanka (Sevilla), Ruslan Rotan (Dnipro), Serhiy Rybalka (Dynamo Kyiv), Serhiy Sydorchuk (Dynamo Kyiv), Taras Stepanenko (Shakhtar Donetsk), Anatoliy Tymoshchuk (Kairat Almaty), Andriy Yarmolenko (Dynamo Kyiv), Oleksandr Zinchenko (FC Ufa)
Attaccanti: Pylyp Budkivskiy (Zorya Luhansk), Roman Zozulya (Dnipro), Yevhen Seleznyov (Shakhtar Donetsk)

Sarà una partenza in salita quella dell’Ucraina che il 12 giugno esordirà contro la Germania. A guidare i giallo-blu ci saranno ancora i due vecchi leoni Pyatov e Tymoshchuk. Il ct Fomenko però dovrà sperare nei goal dei centrocampisti Konoplyanka, Yarmolenko, Rybalka e Kovalenko, per poter superare il primo turno. L’Ucraina sembra due gradini sotto la Germania e uno sotto la Polonia, vedremo se a giugno l’aria di Francia potrà compiere il miracolo.

IrlandadelNordFAIRLANDA DEL NORD

Portieri: Mannus (St Johnstone), McGovern (Hamilton), Carroll (Notts County).
Difensori: Cathcart (Watford), J Evans (West Brom), McAuley (West Brom), McCullough (Doncaster), McLaughlin (Fleetwood), Hodson (MK Dons), Hughes (Melbourne City), McNair (Manchester United), Baird (Derby County).
Centrocampisti: Davis (Southampton), Norwood, (Reading), C Evans, (Blackburn Rovers), Ferguson (Millwall), Dallas (Leeds United), McGinn (Aberdeen), Ward (Nottingham Forest).
Attaccanti: K Lafferty (Norwich City), Washington (QPR), Magennis (Kilmarnock), Grigg (Wigan Athletic).

Che siano abituati ad essere considerati una squadra materasso (sono però arrivati primi nel loro girone di qualificazione) non c’è dubbio, ma non per questo i Nord Iron, scenderanno in campo meno motivati. Nonostante un destino che sembra segnato, non vi sono stelle in squadra. L’unico giocatore con un certo pedigree è Jonny Evans ex-United, per gli uomini di Michael O’Neill la vera arma in più sarà il gruppo e la voglia di non mollare mai. Potranno bastare ai Nordirlandesi?

GIRONE D (Croazia, Spagna, Repubblica Ceca, Turchia)

Croatia_football_federationCROAZIA

Portieri: Danijel Subasic (Monaco), Lovre Kalinic (Hajduk Split), Ivan Vargic (Rijeka)
Difensori: Vedran Corluka (Lokomotiv Mosca), Darijo Srna (Shakhtar Donetsk), Domagoj Vida (Dynamo Kiev), Sime Vrsaljko (Sassuolo), Gordon Schildenfeld (Dinamo Zagreb), Ivan Strinic (Napoli), Tin Jedvaj (Bayer Leverkusen)
Centrocampista: Luka Modric (Real Madrid), Ivan Rakitic (Barcellona), Mateo Kovacic (Real Madrid), Marcelo Brozovic (Inter), Milan Badelj (Fiorentina), Ivan Perisic (Inter), Marko Rog (Dinamo Zagreb), Ante Coric (Dinamo Zagreb)
Attaccanti: Mario Mandzukic (Juventus), Nikola Kalinic (Fiorentina), Marko Pjaca (Dinamo Zagreb), Andrej Kramaric (Hoffenheim), Duje Cop (Dinamo Zagreb).

Come detto per la Germania, anche la Croazia, sembra essere arrivata all’apice del proprio ciclo. Il Capitano Srna, Modric e Mandzukic dovranno guidare la squadra nell’ultimo salto per essere inseriti tra le grandi squadre europee. Nel gruppo allenato da Cacic, numerosi sono gli “italiani” convocati: da Vrsaljko a Brozovic, da Badelj a Persic, passando per l’ex-inter,Kovacic. Nel 1998 in Francia, i croati, che per la prima volta partecipavano ad una manifestazione internazionale, riuscirono ad arrivare terzi dietro a Francia e Brasile, e Suker vinse la classifica marcatori. Che sia un segno del destino?

RFEFSPAGNA

Portieri: De Gea (Manchester United), Casillas (Porto), Rico (Siviglia)
Difensori: Sergio Ramos (Real Madrid), Piqué (Barcellona), Jordi Alba (Barcellona), Bartra (Barcellona), Azpilicueta (Chelsea), San José (Athletic Bilbao), Juanfran (Atletico Madrid), Bellerin (Arsenal)
Centrocampisti: Bruno Soriano (Villarreal), Busquets (Barcellona), Koke (Atletico Madrid), Thiago Alcantara (Bayern Monaco), Iniesta (Barcellona), David Silva (Manchester City), Fabregas (Chelsea)
Attaccanti: Pedro (Chelsea), Morata (Juventus), Nolito (Celta), Aduriz (Athletic Bilbao), Lucas Vazquez (Real Madrid)

I campioni in carica sono in fase di ricambio generazionale. In porta non ci sarà Casillas, al suo posto DeGea. La difesa sarà guidata da Ramos fresco vincitore della Champions. A centrocampo, per la prima volta senza Xavi, toccherà ad Iniesta far girare la squadra, mentre il giovane Alcantara dovrà dimostrare di essere il degno sostituto di Xavi. In attacco Aduriz avrà il ruolo di puntero, a Pedro e Morata il compito di spaccare le partite. Le furie rosse sono ad un bivio: una vittoria li consacrerebbe come una delle squadre più forti di tutti i tempi, una sconfitta porrebbe fine ad un ciclo irripetibile di trionfi, per il calcio spagnolo.

CzechyREPUBBLICA CECA

Portieri: Petr Cech (Arsenal), Tomas Vaclik (Basilea), Tomas Koubek (Slovan Liberec)
Difensori: Theodor Gebre Selassie (Werder Brema), Roman Hubnik (Viktoria Plzen), Pavel Kaderabek (Hoffenheim), Michal Kadlec (Fenerbahçe), David Limbersky (Viktoria Plzen), Daniel Pudil (Sheffield Wednesday), Marek Suchy (Basilea), Tomas Sivok (Bursaspor)
Centrocampisti: Vladimir Darida (Hertha Berlin), Borek Dockal (Sparta Praga), Daniel Kolar (Viktoria Plzen), Ladislav Krejci (Sparta Praga), David Pavelka (Kasimpasa), Jaroslav Plasil (Bordeaux), Tomas Rosicky (Arsenal), Jiri Skalak (Brighton), Josef Sural (Sparta Praga).
Attaccanti: David Lafata (Sparta Praga), Tomas Necid (Bursaspor), Milan Skoda (Slavia Praga).

Sono lontani i tempi di Nedved, Poborsky e Keller, oggi gli uomini più rappresentativi per i cechi sono Cech e Rosicky. Il primo guiderà la difesa dall’alto della sua esperienza e personalità, il secondo avrà il compito, insieme a Darida, di garantire classe e tempi di gioco ad una squadra navigata ma con poche individualità. Ricordiamoci però, che la Repubblica Ceca vanta un ottimo curriculum agli Europei. Nel 1976 sconfisse ai rigori la Germania, nel 1996 in Inghilterra e nel 2004 in Portogallo solo la sfortuna gli impedirono di disputare la finale.

Federcalcio_turcaTURCHIA

Portieri: Volkan Babacan (Medipol Basaksehir), Onur Recep Kivrak (Trabzonspor), Harun Tekin (Bursaspor)
Difensori: Gokhan Gonul (Fenerbahce), Sener Ozbayrakli (Bursaspor), Semih Kaya (Galatasaray), Ahmet Calik (Genclerbirligi), Hakan Balta (Galatasaray), Caner Erkin (Inter), Ismail Koybasi (Besiktas)
Centrocampisti: Mehmet Topal (Fenerbahce), Selcuk Inan (Galatasaray), Ozan Tufan (Fenerbahce), Oguzhan Ozyakup (Besiktas), Hakan Calhanoglu (Bayer Leverkusen), Nuri Sahin (Borussia Dortmund), Arda Turan (Barcellona), Olcay Sahan (Besiktas), Volkan Sen (Fenerbahce), Emre Mor (Nordsjaelland)
Attaccanti: Burak Yilmaz (Beijing Guoan), Cenk Tosun (Besiktas), Yunus Malli (Mainz).

Gran parte dei giocatori che sono stati convocati per l’europeo gioca nel campionato nazionale, segno di una forte crescita del movimento calcistico in Turchia. La stella della squadra allenata dalla vecchia volpe Terim è, ovviamente, Arda Turan, a lui si chiedono goal ed assist. Altri veterani del gruppo sono: Hakan Balta, Mehmet Topal, Selcuk Inan e Burak Yilmaz. Se il primo posto sembra appannaggio della Spagna, la Turchia non dovrà temere ne la Croazia ne la Repubblica Ceca.

GIRONE E (Italia, Belgio, Svezia, Irlanda)

Sweden_national_football_team_logoSVEZIA

Portieri: Andreas Isaksson (Kasimpasa), Robin Olsen (København), Patrik Carlgren (AIK).
Difensori: Ludwig Augustinsson (København), Erik Johansson (København), Pontus Jansson (Torino), Victor Lindelöf (Benfica) Andreas Granqvist (Krasnodar), Mikael Lustig (Celtic), Martin Olsson (Norwich).
Centrocampisti: Jimmy Durmaz (Olympiakos), Albin Ekdal (Amburgo), Oscar Hiljemark (Palermo), Sebastian Larsson (Sunderland), Pontus Wernbloom (CSKA Mosca), Erkan Zengin (Trabzonspor), Oscar Lewicki (Malmö), Emil Forsberg (Lipsia), Kim Källström (Grasshoppers).
Attaccanti: Marcus Berg (Panathinaikos), John Guidetti (CeltaVigo), Zlatan Ibrahimovic (Psg), Emir Kujovic (Norrköping).

Probabilmente sarà l’ultimo europeo di Ibra, che vorrà quindi chiudere nel migliore dei modi. Il ct Hamren si affiderà al talento e alla classe di Zlatan (62 centri in 128 presenze), per mettere i bastoni tra le Ruote a Belgio ed Italia. Insieme a lui, Isaksson, Granqvist, Källström e Guidetti dovranno garantire solidità e goal ad una squadra altrimenti destinata a fare le valigie molto presto. Curiosità: il ct ha convocato per l’europeo anche Ekdal, che ha esordito tra i professionisti, con il Siena nella stagione 2009/2010.

Belgium_urbsfaBELGIO

Portieri: Thibaut Courtois (Chelsea), Jean-Francois Gillet (Mechelen), Simon Mignolet (Liverpool)
Difensori: Toby Alderweireld (Tottenham), Jason Denayer (Galatasaray), Bjorn Engels (Club Bruges), Nicolas Lombaerts (Zenit), Jordan Lukaku (Oostende), Thomas Meunier (Club Bruges), Thomas Vermaelen (Barcellona), Jan Vertonghen (Tottenham).
Centrocampisti: Moussa Dembele (Tottenham), Marouane Fellaini (Manchester United), Radja Nainggolan (Roma), Axel Witsel (Zenit).
Attaccanti: Michy Batshuayi (Marsiglia), Christian Benteke (Liverpool), Yannick Carrasco (Atletico Madrid), Kevin De Bruyne (Manchester City), Eden Hazard (Chelsea), Romelu Lukaku (Everton), Dries Mertens (Napoli), Divock Origi (Liverpool).

La generazione di fenomeni del Belgio a giugno avrà la possibilità di dimostrare quanto vale. I suoi giocatori fanno parte o sono corteggiati dalle migliori squadre d’Europa. Tra i pali Courtois si è ormai affermato tra i migliori interpreti del ruolo, a guardargli le spalle Mignolet, fresco finalista di Europa League. In difesa Alderweireld, Lombaerts, Vermaelen e Vertonghen sono i titolari inamovibili. In mediana vi sono due posti e per il momento è in vantaggio la coppia Witsel-Nainggolan. In attacco il ct Wilmots avrà l’imbarazzo della scelta, il capitano Hazard, DeBruyne e Lukaku formano un tridente dagli effetti letali. Alle loro spalle scalpitano Mertens, la coppia del Liverpool Origi-Benteke e Carrasco dell’Atletico di Madrid. Il passaggio del turno sembra una formalità e con l’avanzare nella competizione, il Belgio, potrebbero veramente essere la rivelazione del torneo.

356px-Italy_national_football_team_crest.svgITALIA

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Federico Marchetti (Lazio), Salvatore Sirigu (Paris Saint Germain)
Difensori: Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Angelo Obinze Ogbonna (West Ham)
Esterni:
Federico Bernardeschi (Fiorentina), Antonio Candreva (Lazio), Matteo Darmian (Manchester United), Mattia De Sciglio (Milan), Stephan El Shaarawy (Roma)
Centrocampisti: Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Florenzi (Roma), Emanuele Giaccherini (Bologna), Thiago Motta (Paris Saint Germain), Marco Parolo (Lazio), Stefano Sturaro (Juventus)
Attaccanti: Citadin Martins Eder (Inter), Ciro Immobile (Torino), Lorenzo Insigne (Napoli), Graziano Pellè (Southampton), Simone Zaza (Juventus)

Non c’è mai stato un grosso feeling tra la nazionale italiana e gli europei. Nel 2000 i francesi grazie al golden goal riuscirono a vincere, nel 2004 ci fu il biscotto tra Svezia e Danimarca, nel 2008 ci imbattemmo ai quarti contro la Spagna, futura vincitrice, infine nel 2012 dopo aver battuto di nuovo i tedeschi in semifinale, ritrovammo le furie rosse, e ancora una volta fummo battuti. Il 13 giugno l’Italia esordirà contro il Belgio e vedremo subito di che pasta sono fatti gli azzurri. In difesa il blocco della Juve svestirà la casacca bianconera e indosserà quella azzurra. Davanti a loro Motta e De Rossi dovranno garantire esperienza ad un reparto senza grandi individualità. In attacco dato il sostanziale equilibrio tra le punte, giocheranno quelli più motivati ed in forma. L’Italia è in una delle sue forme meno smaglianti, quindi sarà meglio evitare troppi voli pindarici. Come tifosi sosterremo gli uomini di Conte, sopratutto i più giovani, sperando di ritrovarli il 10 luglio allo Stade de France.

Ireland_FAIRLANDA

Portieri: Darren Randolph (West Ham), Keiren Westwood (Sheffield), Shay Given (Stoke).
Difensori: Cyrus Christie (Derby County), Seamus Coleman (Everton), Richard Keogh (Derby County), Shane Duffy (Blackburn Rovers), John O’Shea (Sunderland), Ciaran Clark (Aston Villa), Stephen Ward (Burnley), Robbie Brady (Norwich City).
Centrocampisti: Aiden McGeady (Everton), David Meyler (Hull City), Jeff Hendrick (Derby County), Stephen Quinn (Reading), James McCarthy (Everton), Glenn Whelan (Stoke City), Jonathan Walters (Stoke City), Wes Hoolahan (Norwich City), James McClean (West Bromwich).
Attaccanti: Shane Long (Southampton), Robbie Keane (Los Angeles Galaxy), Daryl Murphy (Ipswich Town).

Se l’Irlanda del Nord piange, l’altra Irlanda non ride. Infatti, un un girone con Belgio, Italia e Svezia, ai ragazzi di Martin O’Neill sembra essere toccato il ruolo di vittima sacrificale. A guidare la spedizione in Francia, ci sarà ancora la vecchia guardia: Given tra i pali, O’Shea, ex-United in difesa, la promessa, non del tutto mantenuta McGeady a centrocampo e l’inossidabile Keane in attacco. A O’Neill occorrerà fare ricorso a tutti gli amuleti possibili, se non vuole che la sua l’Irlanda ritorni troppo in fretta a casa.

GIRONE F (Austria, Portogallo, Islanda, Ungheria)

Knattspyrnusamband_Íslands_KSÍ_logoISLANDA

Portieri: Hannes Thor Halldorsson (Bodo-Glimt), Ogmundur Kristinsson (Hammarby), Ingvar Jonsson (Sandefjord)
Difensori: Birkir Mar Saevarsson (Hammarby), Ragnar Sigurdsson (Krasnodar), Kari Arnason (Malmoe), Ari Freyr Skulason (Odense), Haukur Heidar Hauksson (Aik Stoccolma), Sverrir Ingi Ingason (Lokeren), Hordur Bjorgvin Magnusson (Cesena), Hjortur Hermannsson (Goteborg)
Centrocampisti: Aron Einar Gunnarsson (Cardiff), Emil Hallfredsson (Udinese), Birkir Bjarnason (Basilea), Johann Berg Gudmundsson (Charlton), Gylfi Thor Sigurdsson (Swansea), Theodor Elmar Bjarnason (Aarhus), Runar Mar Sigurjonsson (Sundsvall), Arnor Ingvi Traustason (Norkoeping)
Attaccanti: Eidur Smari Gudjohnsen (Molde), Kolbeinn Sigthorsson (Nantes), Alfred Finnbogason (Augsburg), Jon Dadi Bodvarsson (Kaiserslautern).

La piccola Islanda arriva per la prima volta nella sua storia, a disputare una competizione internazionale. Gudjohnsen ex di Chelsea e Barcellona è il giocatore più importante, non solo perché è l’uomo con più esperienza, ma perché è l’unico giocatore il cui cognome termina in -sen, invece che in -son, come è invece per il resto della rosa. Vi sono poi due conoscenze del campionato italiano, i centrocampisti Hallfredsson e Bjarnason. La squadra più a nord dell’intero torneo, è riuscita, vincendo lo spareggio, ad eliminare l’Olanda. A giugno, gli occhi di tutti e 3200.000 islandesi, saranno puntati sulla loro piccola nazionale, che affronterà, alla pari, le più forti nazionali del calcio europeo.

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Portieri: Robert Almer (Austria Vienna), Heinz Lindner (Eintracht Francoforte/Ger), Ramazan Oezcan (Ingolstadt/Ger).

Difensori: Aleksandar Dragovic (Dynamo Kiev/Ucr), Christian Fuchs (Leicester/Ing), Gyoergy Garics (Darmstadt/Ger), Martin Hinteregger (Borussia Moenchengladbach/Ger), Florian Klein (Stoccarda/Ger), Sebastian Proedl (Watford/Ing), Markus Suttner (Ingolstadt/Ger), Kevin Wimmer (Tottenham/Ing).
Centrocampisti: David Alaba (Bayern Monaco/Ger), Julian Baumgartlinger (Magonza/Ger), Martin Harnik (Stoccarda/Ger), Stefan Ilsanker e Marcel Sabitzer (Lipsia/Ger), Jakob Jantscher (Lucerna/Svi), Zlatko Junuzovic (Werder Brema/Ger), Valentino Lazaro (Salisburgo), Alessandro Schoepf (Schalke 04/Ger).
Attaccanti: Marko Arnautovic (Stoke City/Ing) Lukas Hinterseer (Ingolstadt/Ger), Rubin Okotie (Monaco 1860/Ger), Marc Janko (Basilea/Svi).

L’Austria del commissario tecnico Marcel Koller farà il suo esordio all’Europeo in Francia martedì 14 giugno alle ore 18 contro l’Ungheria. Gli uomini più importanti sono Fuchs campione d’Inghilterra, Alaba che può giocare come terzino centrale difensivo e centrocampista, e Arnautovic campione d’Europa con l’Inter. Tra le possibili rivelazioni c’è il difensore centrale del Tottenham Kevin Wimmer, classe 92, che potrebbe rappresentare una buona alternativa ai difensori centrali Dragovic ed Hinteregger. Altro giocatore interessante, Lukas Hinterseer, attaccante classe 91 dell’Ingolstadt, è una valida alternativa al titolare, il più esperto Marc Janko.

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Portieri: Anthony Lopes (Lione), Eduardo (Dinamo Zagabria) e Rui Patricio (Sporting)
Difensori: Bruno Alves (Fenerbahce), Cedric Soares (Southampton), Jose’ Fonte (Southampton), Eliseu (Benfica), Pepe (Real Madrid), Raphael Guerreiro (Lorient), Ricardo Carvalho (Monaco) e Vieirinha (Wolfsburg)
Centrocampisti: Adrien Silva (Sporting Lisbona), Joao Mario (Sporting Lisbona), William Carvalho (Sporting Lisbona), Andre’ Gomes (Valencia), Danilo Pereira (Porto), Renato Sanches (Benfica) e Joao Moutinho (Monaco)
Attaccanti: Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Eder (Lille), Nani (Fenerbahçe), Rafa Silva (Braga) e Ricardo Quaresma (Besiktas).

Il Portogallo ha sempre avuto difensori rocciosi( Germano,Couto, Pepe), centrocampisti sopraffini, (Coluna, Ruicosta, Moutinho) ma ha sempre sofferto la mancanza di un bomber che completasse il puzzle. Anche questa volta dovranno essere le magie di CR7, affiancato da Nani e Quaresma e dare una soluzione a questo atavico problema. Dopo la sconfitta in finale, nell’europeo di casa, ai lusitani manca ancora la vittoria in un torneo internazionale. A partire dal 2000, sconfitta in semifinale con la Francia di Zidane, i portoghesi hanno disputato ottimi europei. Nel 2004 secondi, nel 2008 fuori ai quarti, nel 2012 sconfitti ancora in semifinale, questa volta dalla Spagna.

download (1)UNGHERIA

Portieri: Gábor Király (Swietelsky-Haladás), Dénes Dibusz (Ferencváros), Gulácsi Péter (RB Leipzig)
Difensori: Attila Fiola (Puskás Akadémia), Barnabás Bese (MTK Budapest), Richárd Guzmics (Wisla Kraków), Roland Juhász (Videoton FC), Ádám Lang (Videoton FC), Tamás Kádár (Lech Poznan), Mihály Korhut (DVSC-Teva).
Centrocampisti: Ádám Pintér (Ferencváros), Gergő Lovrencsics (Lech Poznan), Ákos Elek (DVTK), Zoltán Gera (Ferencváros), Ádám Nagy (Ferencváros), László Kleinheisler (Werder Bremen), Zoltán Stieber (Nürnberg)
Attaccanti: Balázs Dzsudzsák (Bursaspor), Ádám Szalai (Hannover), Krisztián Németh (Al-Gharafa), Nemanja Nikolics (Legia Warszawa), Tamás Priskin (Slovan Bratislava), Dániel Böde (Ferencváros).

Dopo 30 anni, era il 1986, l’Ungheria ritorna a partecipare ad un torneo internazionale. Sono ormai lontani i tempi in cui i magiari erano considerati la “Aranycsapat (Squadra d’Oro)”, una sorta di Spagna degli anni ’50. In Francia i nipoti di Puskas e soci, cercheranno di disputare un europeo onorevole, sperando magari nel superamento del loro girone. Molti dei convocati militano nel campionato nazionale o in squadre dell’est-Europa. L’uomo più importante è Gera, con alcuni trascorsi in Premier League. Come per le due Irlanda e l’Islanda, sarà comunque il collettivo a fare la differenza e a spingere gli ungheresi oltre i propri limiti.

adidas_euro_2016_omb_2060945_238301LE GARE DELL’ITALIA

  • LUNEDÌ 13 GIUGNO

Gruppo E:

ITALIA – Belgio: ore 21.00

  • VENERDÌ 17 GIUGNO

Gruppo E:

ITALIA – Svezia: ore 15.00

  • MERCOLEDÌ 22 GIUGNO

Gruppo E:

ITALIA – Irlanda: ore 21.00

Buon Europeo a tutti.

M.M.

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