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Un testa-coda prevedibile e polemiche non tanto prevedibili

The game

La partita tra Mens Sana e Oleggio si è sviluppata secondo il canovaccio che tutti più o meno pensavamo:

- Inizio complicato sulla scia delle ultime uscite, in cui la Gecom aveva sempre faticato ad approcciare nel modo giusto la gara.

- Degli avversari che avrebbero dato da subito tutto quello che avevano e, nel caso di medie al tiro buone, avrebbero potuto creare difficoltà.

- L’emergere dei reali valori una volta calate le medie e, soprattutto, una volta calati fisicamente gli ospiti.

Ci sono però degli aspetti interessanti che emergono: primo fra tutti il fatto che quella contro Oleggio, con i suoi 89 punti, sia stata la miglior prova offensiva stagionale (il precedente high erano gli 85 contro Mortara). Non scontato se si considera il dramma offensivo vissuto nel primo tempo contro Pavia. I biancoverdi non hanno mai fermato la circolazione della palla (tranne forse nei primi minuti del secondo quarto con seguente timeout di un furibondo Mecacci), ma soprattutto hanno sempre mantenuto lucidità nelle loro scelte. Un altro aspetto è stato l’attacco alla zona, ormai riconosciuto da tutti gli avversari come il tallone d’Achille di questa formazione e che quindi ci dobbiamo sorbire ogni domenica. Contro la zona di Oleggio (particolare perchè durante l’azione diventava a tratti una uomo) la Gecom ha avuto la pazienza di trovare sempre la giusta soluzione, aiutata finalmente da una media da tre punti accettabile (33%).

C’è di che essere soddisfatti, anche se gli avversari erano quello che erano.

Note sparse sulla partita:

- Chiacig un uomo in mezzo ai bambini.

- Ranuzzi 17 punti, 10 rimbalzi, 6 assist. Che ve lo dico a fa’…

- Bene finalmente Mengue nelle scelte offensive (#FreeBruno)

- Eccellente Vico che non si è fatto buttare giù da un inizio così così ed è andato in costante crescendo durante la partita, fino a diventarne il top scorer.

- Ferrari è un personaggio assurdo e sta malissimo.

Detto questo, in attesa dello scontro al vertice contro Bottegone di domenica prossima, giriamo pagina.

Il ritorno della discordia

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La presentazione di #SomethingDifferent

 

Il ritorno di Crespi per la presentazione del suo libro ha chiarito definitivamente una cosa:

La ferita per la perdita della Mens Sana Basket è tutt’altro che cicatrizzata.

Sull’argomento è già tornato mastro Nigro, sicuramente in modo migliore di quanto possa mai fare io. Ma è un tema davvero troppo importante per non provare almeno ad accennarlo. Il comunicato della Brigata può essere più o meno condivisibile a seconda dei pareri sulla vicenda, ma non è quello che mi ha dato fastidio. A darmi da pensare è stato invece il post dell’Eretico in cui si accennava alla società “something different” e ai suoi soci. Passatemi il termine, ma non mi piace gettare merda indiscriminatamente solo per coltivare la cultura del sospetto. Non mi piace quando si parla anche di persone che non sono indagate e che, fino a prova contraria, sono state danneggiate dal fallimento della Mens Sana Basket professionalmente e umanamente. C’è una differenza, per quanto mi riguarda, tra il tenere la guardia alta e fare di tutta l’erba un fascio a prescindere. C’è ben poco di curioso, inoltre, se un gruppo di persone che ha speso una vita nel mondo del basket parla di aggiornamento tecnico-professionale, rivolto agli addetti ai lavori. È curioso semmai pensare che non ci fossero competenze di basket nella Mens Sana solo per la fine che ha avuto. Chi ha delle colpe per il fallimento della Mens Sana Basket deve pagare e pagherà, ma a chi non è neanche indagato dovrebbe essere permesso di rifarsi una vita nel mondo che conosce meglio.

Quello che abbiamo vissuto negli ultimi mesi ci dovrebbe aver insegnato una cosa: non subire e non accogliere più nulla passivamente senza porci delle domande. Questo però non vuol dire darsi da soli delle risposte senza alcuna cognizione. Essere critici e attenti vuol dire anche sapere dove fermarsi per non danneggiare il prossimo. Altrimenti non ci fermeremo al vecchio management, cominceremo a dubitare di tutti senza un motivo particolare, solo per il gusto di farlo. E mi dispiace, non è un giochino che mi diverte, non ne sono capace.

Prima di puntare il dito cerco sempre di capire verso chi lo sto puntando. Se poi questo è uno scrupolo che altri ritengono superfluo vuol dire che apparteniamo semplicemente a due mondi diversi.

Alla prossima.

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