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Ultras Fighters sez.Cracovia – Siena vs Arezzo

Prologo –  Ho appena finito di pranzare nel mercato centrale. Le mani, senza guanti, sono congelate.  Sono pieno, qui la cucina è saporita ma veramente troppo pesante. Mi alzo dal tavolo di legno in cui ho trovato posto e, mentre sto gettando il mio patto nel cestino, noto che un barbone sta mangiando gli avanzi gettati dalla gente. Sto per aprire la mia bottiglietta dell’acqua appena comprata, ma poi mi giro e la regalo a quell’uomo. Non saprei dire se lo fatto per vero spirito di compasssione o per sentirmi meno ipocrita. Cammino verso il Museo Nazionale dove si trova la famosissima “Dama con l’Ermellino” di Leonardo da Vinci. Nel frattempo, ricordo a me stesso che tra poche ore ci sarà il derby Siena – Arezzo.

Dama con l'Ermellino - Leonardo Da Vinci

 

 

 

 

 

 

 

Cap.1 – Stamattina mi sono svegliato, ho guardati fuori dalla finestra e ho pensato; ” Freddo e nuvole la faccia malinconica della Polonia”. Oggi niente sole, meno male. Finalmente un bel cielo nuvoloso che minaccia pioggia e un sano vento gelido che ti entra nelle ossa.
Esco di casa, mi infilo le cuffie di ordinanza (Going Up The Country – Canned Heat; Lucidity – Tame Impala; New York Groove – Ace Frehley; Are You Gonna Be My Girl – Jet; Solo Dancing – Indiana) e mi dirigo verso il mercatino delle pulci .
Il mercato si divide in banchi che hanno un proprio spazio coperto e quelli che si accontentano di un telo messo per terra. Inizio a girare tra di loro, quelli più poveri spesso  vendono roba rubata o trovata nei cassonetti. Si trova di tutto: spille dell’era comunista, vecchie macchine fotografiche, per lo più non funzionanti, quadri, posate e bicchieri di ogni tipo, scarpe, vestiti e chi più ne ha più ne metta. Anche i volti della gente sembrano perfetti come soggetti per le foto di McCury. Avanzo a stento tra i vari ambulanti. Quelli che hanno un banco fisso vendono anche roba di maggior qualità. Mi fermo alle bancarelle dei libri, peccato che siano tutti in polacco e poi, ovviamente, mi fermo per vedere se ci sono dischi di musica interessante.

il mercato delle pulci di Hala Targowa
il mercato delle pulci di Hala Targowa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso mezzogiorno il mio stomaco comincia a borbottare. E’ arrivato il momento di ingurgitare qualcosa di commestibile.
Dopo aver preso un boccone di carne alla brace mi avvio verso il museo nazionale per la Dama. La Signora è situato in una sala tutta per lei e si paga un biglietto a parte per vederla. Il quadro è di dimensioni ridotte, starebbe bene in casa, magari in salotto. L’inserviente addetto al controllo ha uno sguardo burbero, come se il semplice guardare l’opera possa costituire un reato, e rimane nella penombra. Dopo il Leonardo faccio un giretto nell’armeria che raccoglie armatura, spade e armi da fuoco a partire dal xv sec. L’unica cosa che riesco a pensare, mentre vedo tutte queste armi, è quanto impegno abbiano profuso gli uomini, nell’escogitare sempre nuovi modi per ammazzare gli altri.

La piazza del mercato vista dalla chiesa di Santa Maria
La piazza del mercato vista dalla chiesa di Santa Maria

Cap. 2 – Esco dal museo che è già buio. Devo trovare un posto dove rifocillarmi e riscaldarmi. Entro in un bar, che ha anche un soppalco, ordino una cioccolata calda e salgo le scale. Appena arrivato in cima mi accorgo che il soffitto è particolarmente basso e anche io, che sono diversamente alto, rischio un paio di volte di battere una capata. Mi siedo e riesco a farmi durare la cioccolata circa 45′, mentre, come un gatto, guardo la città, dal mio posto sopraelevato. Ormai sono le 19.00. Ritorno verso la piazza del mercato e mi faccio un giro tra i mercatini di natale. Birra e salsicce dominano incontrastate, sul lato nord della piazza c’è un presepe in scala 1:1. Si sono fatte le 19.45 è ora di cena. Ho deciso. Stasera si mangia italiano, per due motivi:
1)perché se continuo a mangiare polacco il colesterolo mi arriva a 3000.
2) mi manca la cucina di casa e sopratutto quella di Siena.

La torre del comune
La torre del comune

Arrivano le 20:00, sono ancora a tavola ed inizio ad agitarmi. A Siena a quest’ora sarei già arrivato allo stadio, mentre ora sono seduto al ristorante. Per un attimo mi metto a pensare: “stasera deve essere freddo anche al Rastrello, il Fedelissimo sarà andato a ruba. Vedo i giocatori che si riscaldano. Marotta è di nuovo in campo dopo la labirintite, Vergassola e Mignani confabulano tra di loro. Le tribune piano piano si stanno riempendo, c’è aria di derby. Iniziano i primi sfotto contro gli aretini, l’offesa più tranquilla è rospi, manca poco al fischio d’inizio. Ecco uscire i 22 dal sottopassaggio: fischi e applausi si mescolano. Subito parte la Marcia del Palio e uno striscione copre tutta la curva Robur”.
Arriva il primo, piatto di pirogi, una sorta di ravioloni ma dalla pasta più spessa, ripieni di carni o formaggi, a seconda della variante. Nel frattempo, affondo della Robur: cross di Guberti, tiro di Marotta che viene deviato, angolo per i bianconeri. Il primo pirogo mi sta quasi per strozzare. Mi ricompongo e riprendo a mangiare, come se nulla fosse. Tra un boccone e l’altro scopro che la birra costa meno dell’acqua (meno male a Siena non è così, altrimenti la speranza di vita scendere a meno di 60 anni ma le vendite di alcolici avrebbero un incremento del 200%). Arriva il secondo, anatra all’arancia, niente male buona. Ho sete, ordino un’altra birra. Fine primo tempo con l’ultima occasione per Moscardelli che non centra il bersaglio, anche io mi riposo e per 15 minuti posso rilassarmi un’attimo.
Il secondo tempo mi trova alle prese con un dolce a base di crema e marmellata di rose. Ci pensa ancora Moscardelli a farmi rizzare sulla sedia, per fortuna anche stavolta calcia a lato. Per riprendermi dallo spavento bevo un bicchierino di Vodka, la paura passa in fretta. Pago il conto e mi dileguo. Sono in cerca di un covo dove sedermi e cercare di carpire il resto della gara. Trovo il primo bar in cui fanno musica dal vivo e mi ci ficco dentro. Dovremo essere al 70′ della ripresa da quando non ho controllato il telefono. Mi siedo, con un’altra birra in mano, e faccio per prendere il telefono in tasca mano non lo trovo. Il primo pensiero che mi passa in mente è: “Nooo, non posso sentire la partita”(seguono da volgarità che però risparmio al lettore). Per un’attimo mi blocco, poi inizio a frugarmi convulsamente in ogni tasca del giacchetto. Finalmente lo trovo, era nella tasca interna, pericolo scampato. Lo accendo e vedo che ci sono 4 messaggi, di nuovo rientro nella modalità panico. Non so se aprire i messaggi e contorcermi nel dubbio o, scoprire che il risultato della partita è cambiato. Mi faccio coraggio e apro i messaggi. È andata bene, solo giostra di cambi per entrambe le squadre. Sono più tranquillo ora posso prendere a sorseggiare la birra. Passano circa 10 minuti e arriva una notifica. Guardo e leggo: Siena in vantaggio, goal di Marotta. 1 a 0. Quello che vorrei fare è alzarmi andare fuori dal locale e urlare a squarcia gola, quello che in realtà faccio è battere in pugni sul tavolo in paio di volte, con la cameriera che mi guarda tra lo stranito e il preoccupato. In sottofondo intanto ci sono i Kings of Leon con Sex on Fire.

Tiro di Marotta e la curva esplode. Siena 1 Arezzo 0 Fonte: Nicola Natili
Tiro di Marotta e la curva esplode. Siena 1 Arezzo 0
Fonte: Nicola Natili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora bisogna resistere, scavare trincee davanti a Pane e aspettare l’assalto garibaldino dei rospi amaranto. Preso da un misto di concentrazione e paura, mi avvinghio al tavolo, mentre non riesco neanche a toccare un goccio di birra. In qualche modo riesco ad arrivare al recupero, 4′ minuti, ancora lucido. A questo punto è l’intero stadio che spinge gli undici in maglia bianconera verso la vittoria. Dopo 94 minuti la Robur riesce a vincere il derby. Io, esausto, finisco con un ultimo sorso liberatorio la mia birra. Esco, e mentre mi dirigo a casa soddisfatto e con la pancia piena, mi ripeto come un mantra : “non succede, ma se succede….”

Abbraccio tra Mignani e Vergassola, entrambi uomini della Robur al 100%. Fonte: Nicola Natili
Abbraccio tra Mignani e Vergassola, entrambi uomini della Robur al 100%.
Fonte: Nicola Natili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Epilogo – Cecilia Gallerani, la donna ritratta da Leonardo nel quadro “La Dama Con L’Ermellino”, era di origini senesi. Suo babbo Fazio Gallerani, dovette fuggire a Milano, agli inizio del quattrocento, quando il nonno di Cecilia, Sigerio Gallerani, giurista di parte ghibelliana, si vide costretto a rifugiarsi nella capitale viscontea a causa della vittoria della parte guelfa nella nostra città. Qui i Gallerani riuscirono ad entrare nella cerchia vicino al sovrano e a crearsi un tenore di vita elevato.

Chissà cosa avrebbe pensato Cecilia Gallerani, nel vedere la Robur sconfiggere l’Arezzo? Secondo me avrebbe accenntato un sorriso come la sua amica più famosa, la Gioconda.

Cracovia, Rynek Glowny
Cracovia, Rynek Glowny

Per rivedere la gara: https://elevensports.it/play?titolo=Robur-Siena—Arezzo-1-0%2C-16%5EGiornata-Girone-A&id=28406&ct=9&cat=106

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