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Ultras Fighters sez.Cracovia – Wisla vs Pogon

00:10 – finalmente sono a casa, anche se ci vuole coraggio a chiamare così le due stanze in cui vivo, qui a Cracovia. Ho i piedi storditi dal gelo, accendo la stufa a tutta manetta e mi abbraccio a lei.

Sono appena tornato dallo stadio dopo aver visto il Wisla Krakow vincere contro il Morski Klub Sportowy Pogon Szczecin (per gli amici Pogon) di Stettino (non chiedtemi dove sia, per questo c’è google maps).

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7 ore prima: Centro delle esposizioni di Cracovia. Ho appena lasciato l’ultimo stand dell’annuale fiera Enogastronomica, e ho mangiato e bevuto a sazietà. Un produttore, addirittura, mi ha anche scambiato per un’addetto ai lavori e mi ha chiesto se volevo comprare 500 bottiglie di vino polacco, sono stato ad un passo dall’accettare l’offerta.

Esco in strada e subito un vento gelido mi ricorda che siamo in inverno. Fatti dieci metri inizia anche a piovere, dopo che fino a cinque minuti primi il sole illuminava le vetrate del salone delle esposizioni. Ovviamente sono senza ombrello e il cappuccio mi ripara a mala pena. Mi dirigo verso la fermate del Tram, il viaggio di ritorno, fino alla città vecchia, mi viene gentilmente offerto dalla società di trasporti di Cracovia, che carini!

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Curva ospiti ancora vuota, forse arriveranno tutti all’ultimo minuto?

Il piano di oggi prevede, dopo Enoexpo, la visione della partita Wisla Krakow vs Pogon Szczesny o Szcezcin. Mancano però ancora diverse ore, all’inizio dell’incontro, che è previsto per le 20:30. Devo inventarmi qualcosa per riempire questo tempo. Decido di andare a piedi verso lo stadio. Sceso dal tram, mi dirigo verso la Chiesa dei Francescani, da li prendo prendo per  Pilsduskiego fino a ritrovarmi davanti al Parco di Blonia. Dall’altro lato del parco si trova lo stadio della seconda squadra di Cracovia il KS . Mi riprometto di andarlo a visitare.

Attraverso il parco e mi ritrovo davanti allo stadio del Wisla. L’edificio è alto come un palazzo di 5 piani, tutto coperto con le tribune a ridosso del terreno di gioco. Anche all’interno lo stadio è nuovo, forse lo hanno ristrutturato per gli Europei del 2012. Sono le 19:00, l’impianto è ancora vuoto, mi avvio verso i botteghini per comprare il biglietto, sono 25PLN (Zloty), ovvero poco più di 6 euro, settore E . Biglietto alla mano, ora devo trovare un bagno per cambiare l’acqua al merlo, come dice un ragazzo che conosco. Trovo la prima porta aperta ed entro. Trovo il bagno, stranamente molto pulito e faccio quello che devo fare. Quando mi lavo le mani entrano in bagno due stuart, donne, che iniziano a parlarmi in polacco stretto. Io non so se ridergli nel muso, perché non capiscono un’acca, o cercare di spiegargli, in qualche modo, che non parlo la loro lingua bislacca. Alla fine decido per la seconda opzione. Con molta fatica riesco a capire che ancora lo stadio non è aperto al pubblico, il fatto che i tornelli fossero spenti mi avrebbe dovuto far insospettire, ed io sono andato nel bagno delle signore, ecco perché era così pulito. Mentre esco dallo stadio le due stuart ridono, ovviamente di me e del mio errore, anche se a mia discolpa posso alemeno dire che nelle porte dei bagni non c’erano i classici disegni di uomo e donna.

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Entrano le squadre in campo e lo stadio le accoglie con una sciarpata.

Il mio stomaco inizia a brontolare, è freddo, ed ho voglia di qualcosa di caldo. Giro intorno allo stadio e individuo un baracchino che può fare al caso mio. Entro e al bancone trovo un uomo grasso sulla quarantina, dietro di lui sta una ragazza giovane, credo sua figlia. Chiedo una salsiccia e loro mi danno una cosa allungata infilata in un panino, che a malapena contiene tutto il wurstel. Tentano di avvelenarmi con le loro salse all’aglio e roba simile, mai io li fermo in tempo. In modo perentorio, come fossi un arbitro, gli dico che non voglio niente, poi mi siedo e inizio a mangiare. La battaglia è iniziata, il panino si dimostra un’osso duro ma, dopo 25 minuti ne rimane solo la carta che lo conteneva. Intanto pensò già a quando stanotte mi rigirerò nel letto perchéla salsiccia mi è rimasto sullo stomaco.

Nel frattempo, la gente inizia a popolare lo stadio. Manca ancora una mezz’ora, prendo una coca e aspetto dentro lo stadio. Le due compagini (penso sia dal 1954 che non si usa questo termine) hanno iniziato il riscaldamento A dieci minuti dall’inizio, prendo posto in tribuna, la curva non è ancora piena. Proprio dietro la porta c’è uno stemma enorme della Lazio, che se non sbaglio è gemellata con il Wisla.

Ore 20:30 fischio d’inizio. Wisla in maglia rossa attacca da sinistra verso destra, ah già voi non potete vedere, beh fate uno sforzo e immaginatevelo. Comunque, il primo tempo è tutto di marca Wisla che ha almeno quattro occasioni nitide per passare in vantaggio. In una, addirittura, un difensore del Pogon deve salvare la palla sulla linea. Il pubblico di casa cerca di sostenere i giocatori, la manciata di tifosi ospiti prova a far sentire la propria voce.  Ogni azione pericolosa è un ‘alzata generale dai propri seggiolini.  In alcuni momenti non si fa in tempo a sedersi che si deve scattare immediatamente in piedi. Sembra che sui sedili abbiano messo un palo, per ritto.  Dopo 45′ l’arbitro fischia la fine del primo tempo, il Wisla non è riuscito a passare, la difesa del Pogon fa acqua da tutte le parti e solo la scarsa mira degli attaccanti di casa li ha salvati da una imbarcata. Tra primo e secondo tempo, cerco di muovermi per riscaldarmi, ormai non faccio più caso al freddo ai piedi, forse quando  arriverò a casa e mi toglierò le scarpe mi si staccheranno anche le falangi, staremo a vedere. Intanto lo speaker dello stadio mette nell’ordine: 1.Rag’n’Bone – Human, 2. Clan Bandit – Rockabye ft. Sean Paul e Anne Marie, 3.Shakira – La la la ft. Carlonhos Brown, 4.Daddy Yankee – Limba, 5.Major Lazer – Light it up.

Il secondo tempo ricomincia da dove era finito, con il Wisla a fare la partita e il Pogon asserragliato davanti la propria porta. Ormai gli ospiti sono alle corde, dalla tribuna si leva il coro WISLA, WISLA, WISLAAA!. La squadra di casa carica a testa bassa.

Girandola di cambi che però non porta nessuna novità negli schieramenti tattici delle due squadre. Ogni volta che la palla passa dalla zona destra della difesa del Pogon c’è pericolooo (come dice Gigi Rossetti). Centrale e terzino soffrono terribilmente gli affondi degli avversari. Tutte le volte che toccano la palla é solo per spazzarla il più lontano possibile. A venti minuti dallo scadere, quando sembra che il fortino del Pogon abbia superato il momento più critico, l’ala sinistra del Wisla riesce a saltare il suo marcatore e punta dritto verso la porta, a questo punto il centrale del Pogon, dimenticandosi che sta giocando a pallone, decide di placcarlo. Espulsione e calcio di punizione. Il centrale ospite deve aver pensato che la partita stava languendo ed era necessario inventarsi qualcosa per ravvivare l’incontro.

A questo punto l’allenatore del Pogon getta nella mischia un altro difensore al posto dell’unico attaccante in campo. Ormai gli ospiti non si azzardavano neanche a superare la metàcampo. Tutti i giocatori una volta in possesso della sfera la calciano lontano dalla propria area di rigore. Alla fine dopo circa dieci minuti di traversoni, uno dietro l’altro, il Wisla, finalmente, sblocca la partita.

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Wisla alé, non tifo per gli squadroni ma tifo te!

Dopo il goal del vantaggio gli uomini di casa hanno abbassato i ritmi cercando di gestire gli ultimi minuti di gara. Nell’ultimo minuto di recupero però, non si sa come, la palla è finita in angolo per il Pogon. Anche se rimasti in dieci, i rossoblu si sono portati in avanti. La palla e passa due volte sopra la testa del portiere del Wisla e per poco i tifosi non collassavano per la paura di vedersi raggiungere all’ultimo minuto (Siena docet), dopo che avevano dominato per 90′. Al fischio finale il pubblico tira un sospiro di sollievo e inzia a lasciare lo stadio, io mi vorrei alzare ma le mie gambe non rispondono, sono paralizzate dal freddo. I tifosi ospiti, quasi tutti a petto nudo, rimangono nel loro settore, ma non cantano più.

Mentre mi avvio verso casa, aumento il passo per vedere se riesco a farmi passare questo ghiaccio che arriva fino alle ossa e intanto rifletto sulla partita. Avevo proprio voglia di un po’ di calcio dal vivo, però devo ammettere che il livello è di molto inferiore alla nostra serie A, soprattutto manca di intensità e ritmo rispetto al nostro campionato. Il Wisla mi sembra una squadra di bassa classifica di serie A, mentre il Pogon è una squadra di media-bassa classifica in serie B, con alcuni giocatori a cui la categoria va anche troppo larga.

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Vittoria di misura per i Rossoblu nel derby con il Pogon.

Nel complesso lo spettacolo mi è garbato, il tifo è stato caloroso e la partita piacevole e ricca di azioni, anche se da una sola parte. Arrivato finalmente a casa accendo il riscaldamento al massimo e mi sdraio sul divano. Resisto venti minuti poi, prima di collassare definitivamente, mi infilo sotto le coperte e mi addormento.

P.S. Buon Natale e Buone Feste a tutti da Panem Et Circenses.

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